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Not Longer Life_Le nature morte contemporanee per dire no a frutta e verdura vestita di plastica




Concepito dal team di designer di  Quatre Caps, studio spagnolo specializzato in rendering e progetti visivi legati all'architettura, "Not Longer Life" è un progetto fotografico che attraverso la reinterpretazione di alcuni dei dipinti più famosi di nature morte di Maestri come caravaggio e Monet, vuole far riflettere sull'uso eccessivo della plastica monouso nell'industria alimentare.

"E' stato stimato che nel 2020 la produzione di plastica a livello mondiale raggiungerà i 500 milioni di tonnellate.  La maggior parte di questo materiale impiegherà circa 600 anni prima di biodegradarsi. Non siamo assolutamente consapevoli del consumo energetico e dell'impatto ambientale che deriva da un uso assurdo degli imballaggi di plastica. Migliaia di prodotti sono commercializzati con doppia, tripla pelle sintetica, talvolta addirittura privati della loro buccia naturale e confezionati per facilitarne il consumo", scrivono i designer nella presentazione di queste contemporanee nature morte definite dagli stessi " A zombie life. A wrapped life".

(Immagini di copertina) Still Life with figs (!722) di Egidio Melendez 


Melon and cucumber (1602) di Sanchez Cotàn de Cotan

Still life by Quatre Caps


 Fruit basket with apples and grapes (1879) Claude Monet



 Basket of fruit (1599) di Caravaggio

Le poetiche nature morte del passato, sono oggi un tripudio di scatole e involucri in plastica arrivate sul set fotografico direttamente dagli scaffali del supermercato. Così perfetti fichi racchiusi in cestini di plastica, arance nude e mele ridotte in purea, in barattoli trasparenti, meloni vestiti di rete, cavoli avvolti in pellicola trasparente e limoni trasformati in bottigliette contenente unicamente il succo, prendono il posto degli ortaggi e della frutta fresca, bella nella loro naturale imperfezione dipinta sapientemente dai grandi pittori.


Silver, wine, jug, ham and fruit (1660) di Abraham Van Beyeren

Questa serie fotografica mette in evidenzia l'assurdità del packaging alimentare e come commentato dai designer di Quatre Caps "suggeriscono una riflessione sulla direzione che la società dei consumi ha intrapreso, e sulla mancanza di rispetto per le risorse naturali che pieghiamo a nostro piacimento in virtù di un concetto sbagliato di progresso".


Green Paints_Tinteggiare le pareti con le bucce di arance




C'è chi le bucce di arance le trasforma in filati o tessuti, abiti o borse, e chi, come il gruppo Boero e IIT - Istituto Italiano di Tecnologia, in prodotti vernicianti ecosostenibili da utilizzare per tinteggiare le pareti di casa. Pitture che nello specifico prevedono la sostituzione di alcune materie prime tradizionali con microparticelle di bioplastica derivanti da residui vegetali essiccati, originati dalla lavorazione dell'industria alimentare, quali ad esempio: bucce di arance, fave di cacao o amido di mais.

La nuova linea Green Paints, frutto di due anni di ricerca e collaborazione tra il Gruppo Boero, leader in Italia nel mercato dei prodotti vernicianti, e IIT di Genova, é stata sviluppata con l'intento di applicare i principi dell'economia circolare reintegrando ciò che é considerato rifiuto e abbattendo i costi di smaltimento, dando vita così a un nuovo ciclo produttivo innovativo a minore impatto ambientale.



Da scarti di arancia e cacao, rispettivamente di colore arancione e marrone, sono state realizzate pitture colorate (Giallo arancia e Marrone cacao) sfruttando i pigmenti naturali dello scarto vegetale di partenza ottenendo sia effetti decorativi che finiture a tinta unita. da amido di mais, di colore bianco, si ottengono pitture base bianco-neutre.

Per realizzare 1 kg di prodotto verniciante occorrono 100g di bioplastica ovvero, ad esempio, le bucce di tre arance.