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William Mullan, il fotografo delle mele



Tutto merito di questa mela a forma di fiore (o stella se preferite) se all'improvviso mi sono ritrovato in un insolito frutteto con una Black Oxford in mano,  sotto un albero di Niedzwetzkyana vicino a quello delle Pink Pearl, a fare una chiacchierata con William Mullan, il fotografo delle mele.

William, vive a Brooklyn, New York, lavora come brand manager per Raaka Chocolate, una piccola azienda di Red Hock produttrice di cioccolatini, e da un paio di anni, si è avvicinato alla fotografia grazie a un fotocamera acquistata per esigenze lavorative. Lui esita ancora a definirsi fotografo, anche se ha fatto della fotografia un mezzo essenziale per dare sfogo alla creatività e divulgare la sua passione genuina per le mele, in particolare cultivar rare, spesso rarissime, dai colori insoliti e dalle forme più strane e varie.

Con semplicità e approfondita conoscenza, mostra e racconta la personalità di ogni mela attraverso il suo account Instagram @pomme_queen, dal quale è nato anche il progetto editoriale Odd Apples, un libro fotografico autoprodotto tutto dedicato a questo frutto.

Nel frutteto coltivato tra i profili Instagram, William mi ha raccontato del suo amore per le mele, e ci siamo salutati con una dedica particolare per tutti voi. Nell'intervista qui sotto scoprirete di cosa si tratta. 

(foto di copertina mela Api Etoile ©William Mullan)



 Niedzwetzkyana ©William Mullan


Black Oxford ©William Mullan


Hidden Rose ©William Mullan


Kandil Snap ©William Mullan


 Hidden Rose ©William Mullan 

Esopus Spitzenburg ©William Mullan




Knobbed Russets ©William Mullan


Hidden Rose ©William Mullan

William, da dove nasce il tuo interesse per le mele?
L'amore per questo frutto, perchè di amore si tratta, risale alla mia adolescenza quando vivevo in Inghilterra a Esher, nella contea di Surrey. Durante la stagione delle mele, in un supermercato vicino casa della catena Waitrose, ho avuto modo di ammirare per la prima volta due straordinarie cultivar britanniche: Egremont Russet e Cox Orange Pipin. Ricordo molto bene la mia perplessità di fronte a quella Egremont Russet, una mela dall'aspetto poco invitante decisamente più simile a una patata che a un frutto. Era brutta, ma non mi lasciai scoraggiare, e rassicurato dalla qualità del cibo venduto da Waitrose, ne comprai un paio. Bene, ne rimasi stupito e conquistato. Il suo sapore era esplosivo, complesso e diverso da qualsiasi mela avessi mai assaggiato prima. Il suo gusto mi ricordava l'autunno, con le foglie cadenti, le castagne arrostite e il sidro caldo. 

Come ti è venuta  l'idea di  aprire un account Instagram dedicato a questo frutto?

La risposta è proprio in quella mela Egremont Russet; dopo quel mio primo incontro ho passato ore a leggere informazioni sulle mele. Volevo sapere tutto su di loro, per me era diventata un'ossessione. Assaggiare tutte le mele di cui ero venuto a conoscenza era diventato il mio più grande desiderio. Non avevo i mezzi per farlo, ma da quel momento è iniziata la mia ricerca. Poi, un decennio più tardi, per esigenze lavorative, è arrivata la fotografia. I due mondi si sono incontrati ed ho aperto il mio account Instagram @pomme_queen.

Qual è stata la prima mela che hai fotografato?
La mia prima fotomodella è stata una Pink Pearl. Una mela che trovo abbia un'anima punk. Ricordo di averla fotografata ispirandomi alle immagini del film "Marie Antoinette". Il risultato aveva un aspetto molto post-product, lo stile di quella foto era anacronistico proprio come il film di Sofia Coppola, mi piaceva, così come mi divertiva fotografare mele. Quella foto è stata davvero un punto di partenza.


Dove trovi ispirazione per le tue foto?
Spesso sono i film, le copertine di album musicali, la cultura pop e la tipica fotografia di cibo a ispirarmi. Alcuni dei miei scatti preferiti sono stati ispirati dal film "Marie Antoinette", dalla copertina dell'album "Honey" di Robyn, e quella di "Nightclubbing" di Grace Jones. Comunque, qualsiasi sia la fonte d'ispirazione cerco sempre di trovare un modo molto semplice per evidenziare e caratterizzare la personalità di ogni mela.

Coltivi o acquisti le mele che fotografi?
Le compro!  Molte mi arrivano direttamente dai frutretti dei produttori dopo averle ordinate online, altre le acquisto nei farmers markets che si tengono a New York City.  Molti di questi agricoltori sono generosi con me, e mi regalano i loro frutti, come Gidon Coll, il fondatore di Original Sin Cider che ha un frutteto ricco di cultivar. Sono davvero fortunato a vivere in uno stato in cui esiste una cultura intorno al sidro e alle mele. Detto questo, può essere abbastanza difficile trovare regolarmente varietà di mele interessanti.

Qual è la tua mela preferita e quella dei tuoi desideri ?
Onestamente non sono proprio sicuro quale sia la mia mela preferita. Tante sono ancora le varietà che devo scoprire, assaggiare e fotografare. In attesa di nuove scoperte, posso dire comunque che una delle mie preferite è la mela Niedzwetzkyana, una varietà rarissima, dalla buccia e polpa incredibilmente rossa. Non è sicuramente la più gustosa ma è veramente un piacere per gli occhi. Perfetta per una foto.

La lista dei desideri è lunghissima. Al momento la mela che bramo di avere è la Manzana de Israel, una strana cultivar dalla forma oblunga che ho visto a Lima l'estate scorsa,. Di questa mela ho solo alcune foto nel mio Iphone, ma per lei sto pensando seriamente di fare un nuovo viaggio in Perù.

Alle mele hai dedicato un libro di successo, altri futuri progetti ?
Si! Il libro "Odd Apples" è stato un successo inaspettato. Io e il mio socio, il design Andrea Trabucco-Campos, non pensavamo di vendere rapidamente tutte le copie. L'interesse verso questo frutto è davvero tanto, e sono in molti a chiederci una ristampa del libro. Noi al momento stiamo realmente pensando a una nuova edizione, che vada oltre la precedente, proponendo nuovi concetti, e che possa essere disponibile per un numero maggiore di lettori. Di tutto questo comunque ne riparliamo dopo la prossima stagione di raccolta delle mele.

Il mio blog è dedicato agli aspetti fashinosi dell'orto e dei suoi frutti. Quale mela dedicheresti ai lettori de L'orto di Michelle?
Anche se l'una può sembrare l'opposto dell'altra, direi una mela Pink Pearl o una Black Oxford.
La Pink Pearl è sinuosa e si caratterizza per la polpa di un insolito rosa accesso, decisamente punk. La Black Oxford ha una buccia di un colore viola-nerastro, una tonalità estremamente scura e profonda che ricorda un dipinto di Rothko. Due cultivar che trovo sorprendenti e decisamente chic, perfette da dedicare ai tuoi followers.

Pink Pearl ©William Mullan

Black Oxford ©William Mullan


Raaka ©William Mullan


Mountain Rose ©William Mullan

Corpus Veggie



Ricordano i cuori ex voto  i Corpus Veggie di Véronique Chauvet , artista, designer e cuoca francese. Piccole scultore in cartapesta che nascono dai ricordi d'infanzia legati all'orto della nonna, l'amore per la natura e i prodotti della terra; gli stessi che, coltivati biologicamente dai produttori locali e regionali, Véronique utilizza insieme al marito Lionel, nella cucina del suo ristorante-boutique "Mangez Moi" a Le Bois Plage en Re, sull'isola di Ré.






Un grazie a Jampy del blog 25mq di verde per la preziosa segnalazione




Trend alert: frutta vestita di muffa



L'ultimo trend still life su Instagram sembra essere quello di fotografare la frutta ammuffita. A quanto pare, visto il numero di like, c'è chi apprezza, e inevitabilmente i funghi pluricellulari proliferano incontrollati e indisturbati su arance, mandarini, limoni e altri frutti, creando outfit che tanto ricordano i surreali paesaggi spaziali.

Schifata, la mela di Biancaneve si interroga e non comprende. Altri tempi quelli in cui a sedurre era la perfezione di rossa vestita. 

(screenshot Instagram credit @elnazceramics)




screenshot instagram credits @ohjosephine


screenshot Instagram @indseywernli



frutta e verdura brandizzata







Sembra proprio arrivato il momento di dire addio a cappellini, penne e portachiavi promozionali, spesso gettati e dimenticati nei cassetti, rimpiazzati da frutta e verdura. Avocado, banane e ravanelli sono infatti i gadget aziendali più cool e di successo del momento. 

Una tendenza che nasce dal progetto Branded Fruit della designer americana Danielle Baskin, e che ha conquistato in poco tempo molte aziende internazionali. Agli ultimi eventi organizzati da società come Ups, Twitter, Ibm, è stata distribuita frutta e verdura brandizzata. Arance, barbabietole e patate che sono diventate subito il gingillo edibile più desiderato da dipendenti e clienti.

I frutti utilizzati come gadget sono tutti da sbucciare o pelare, e questo permette il loro consumo anche se stampati con inchiostro (al momento) non commestibile. Processo questo che, come assicura la stessa Danielle, non influisce sul gusto.

(foto credits Danielle Baskinì)


Le veline delle arance: abiti fazzoletto da collezione in carta di seta









In questi giorni mi è bastato imbattermi casualmente in un account Instagram (@orangewrappersdedicato alle veline per gli agrumi e riaprire il cassetto dei ricordi e riscoprire il fascino del guardaroba dimenticato delle arance, oggi diventato prezioso come quello di una signora d'altri tempi.

Da bambino, affascinato dalle stampe colorate degli abiti in carta indossati dalle arance esposte ordinatamente nel negozio di famiglia, mi divertivo a "spogliarle" svolgendo l'involucro di velina. Mio padre, uomo preciso non gradiva la cosa, ma, ogni volta rimaneva meravigliato davanti alle piccole creazioni couture che realizzavo riutilizzando con quel piccolo fazzoletto di carta. Delicati abiti che tanto raccontavano del mio desiderio di fare lo stilista.






I primi abiti in carta per agrumi appaiano, quasi contemporaneamente, in Europa e Giappone tra il 1900 e il 1910. Semplici vestiti monocolore (bianchi, rosa o blu), creati per proteggere la frutta più rara e costosa da urti e accidentali lesioni durante il trasporto. Solo dopo la prima guerra mondiale, quando i frutti come le arance, diventeranno bene di largo consumo faranno la loro comparse su questi abiti le prime stampe. Disegni dai colori sgargianti creati per sedurre il consumatore, promuovere il prodotto, e distinguersi in un mercato in espansione e sempre più concorrenziale. 

Oggi, la vestizione di arance, limoni e clementine viene fatta da pochissimi produttori e i vecchi fragili abiti fazzoletto in carta velina o  di seta, disegnati da anonimi grafici e illustratori, e stampati con fiori, frutta, belle donne, possenti figure maschili, animali, personaggi storici, paesaggi, soggetti religiosi, mitologici, agricoli, motivi folcloristici, simboli, messaggi salutistici e slogan pubblicitari,  sono diventati preziosi e ricercati come dei vestiti vintage, oggetto del desiderio di molti collezionisti. A tal proposito, vi segnalo Romana Gandani del sito Nonsoloarance  e la sua incredibile collezione di oltre ventiseimila cartine.











Fruit wrapper photo via Italianways - Nonsoloarance - Pinterest 

Abito Dolce&Gabbana collezione primavera-estate 2019


Abiti per ogni occasione.