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F/W 2018-19: fluo fashion fruit salad








Fuxia pitaya e arancione papaja, giallo mango e verde kiwano. Saranno i colori fluo, quelli rubati a un'insalata estiva dal sapore tropicale, a farci dimenticare il freddo grigiore invernale. 

Dunque, basterà ispirarsi alla calda e squillante palette di colori di una delle tante insalate di frutta e verdura proposte via Instagram dalla vegan food stylist australiana Ami Shoesmith, per avere un guardaroba di tendenza, mettersi in "evidenza", e non passare inosservati. Miuccia Prada, insegna!





Ogni mattina, Ami Shoesmith augura una buona giornata ai suoi Instagram followers postando sul suo profilo un colorato, ma sopratutto salutare, piatto a base principalmente di frutta, perfetto per una prima colazione.


Fresh fruit and vegetable salad: recipes and photos credits 
Ami Shoesmith - @the_sunkissed_kitchen

Collezione Prada autunno inverno 2018-19



Flowers to eat: l'abbecedario dei fiori commestibili












La giardiniera britannica diventata illustratrice Charlotte Day, ispirandosi alle antiche stampe botaniche, ha disegnato un elegante abbecedario dedicato interamente ai fiori eduli: Flowers to eat.

Esplorando la grande varietà dei fiori commestibili, Charlotte, con semplicità grafica ed eleganza, ha illustrato ogni lettera di questo speciale alfabeto, associando a essa un fiore che in lingua inglese ha la stessa iniziale.

L'artista è andata oltre la semplice illustrazione e per ogni varietà ha realizzato anche una piccola scheda con le caratteristiche della pianta, i consigli per la semina, la raccolta, e per il suo utilizzo in cucina.


Piselli, fagioli e fagiolini in abito ultra violet



Nell'orto questa stagione i protagonisti più cool sono i piselli, fagioli e fagiolini di viola vestiti, di quella tonalità "porpora violacea" decretata da Pantone colore dell'anno 2018. 

Fagiolini come i Purple Queen, piselli Monaci cappuccini, fagioli pavone, nel loro enigmatico vestito viola, imitazione naturale perfetta degli abiti più glamour e trendy della primavera estate di stilisti come Valentino e Balenciaga, non passeranno sicuramente inosservati.

(foto piselli viola via Pinterest - Giambattista Valli couture s/s 2018)

foto via purplepeas

Valentino couture s/s 2018 - foto piselli viola via Pinterest

credits @Reneerk via flickr

Valentino - Kenzo - Giambattista Valli s/s 2018

credits @Flowerweaver via Flickr


credits @Emrxgs via Flickr - Balenciaga s/s 2018

foto via usefulseeds


Parigi - Un orto chiavi in mano sul tetto dell'hotel



Non solo camere. All'hotel Yooma di Parigi,  nel XV arrondissement, con 38 euro al mese, circa 9 euro alla settimana, si può affittare anche un piccolo orto verticale con vista sulla Senna.


Situati sul tetto dell'hotel, progettati e mantenuti dalla società Peas&Love che promuove fattorie urbane condivise in aree non valorizzate, gli orti disponibili sono 250.

Tutti uguali, ciascuno di tre metri quadrati, gli orti sono gestiti da un contadino specializzato della comunità orticola, che con attenzione e professionalità si prende cura, tre giorni su sette, delle varietà di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche che ogni stagione sono selezionate all'unanimità dagli affittuari. Gli stessi, possono seguire la coltivazione del proprio orto,  la crescita delle piante e dei frutti tramite un'app dedicata, e partecipare personalmente al raccolto.

In un anno, la produzione di ogni piccolo lotto di terreno coltivato biologicamente, è di circa 30 kg di frutta e verdura, che rappresentano come ha affermato Jean Patrick Scheepers, fondatore della comunità Peas&Love,  un terzo del consumo annuale di un individuo.

Tra gli agricoltori urbani affittuari di questi orticelli, anche lo chef che utilizza i prodotti da lui raccolti nella preparazione dei piatti serviti nel ristorante dell'hotel.

Dopo Bruxelles e Parigi, nuovi orti urbani condivisi saranno installati a Lione, Lille e Berlino.


Nell'orto in fabbrica, contenitori per la natura.



In occasione di WOM MarketStudio Corte 17 presenta una nuova edizione di jardins ouvriers.


In continuità con il progetto di riqualificazione della Corte di Via Genova a Prato, il giardino operaio costruito da Chiara Bettazzi presenterà  un ampliamento attraverso  l'inserimento di nuove piante all'interno dell'orto; in questa specifica occasione, saranno messi in vendita in Corte una serie di contenitori per la natura allestiti all’interno dello spazio.



Nuovi contenitori a metà tra sculture e oggetti di design, realizzati mediante la composizione di cose di uso quotidiano, collezionate nel corso del tempo. Oggetti oggi rifunzionalizzati e ispirati agli orti che gli operai, fin dal 1800, costruivano nei terreni attigui alle industrie, attraverso l'uso di materiali di scarto delle fabbriche stesse o della propria quotidianeità.



Cosa è orto in fabbrica:

Orto in fabbrica nasce a Prato nel Giugno 2016. Si presenta oggi, come un presidio verde realizzato all’interno di casse in legno per la filatura, provenienti da alcune fabbriche del territorio. A metà tra un orto urbano e un giardino industriale è situato davanti a Studio Corte 17. Il progetto ha suggerito la trasformazione del piazzale in giardino e nell’Aprile 2017 sono stati piantati alcuni alberi nella corte ex industriale di via Genova. Quest’operazione si sposa con la ricerca di nuove soluzioni culturali e va incontro all’idea di condivisione dell’area, da parte delle diverse realtà presenti. Da questo è scaturita la collaborazione con gli esperti dell’associazione Komorebi – Ambiente Nutrizione Benessere che, attraverso il corso “Natura e città a confronto”, nella primavera del 2017 hanno tenuto un ciclo di lezioni all’aperto all’interno del giardino, volte a promuovere il superamento della concezione del giardino come entità puramente ornamentale a favore della progettazione di vere e proprie oasi per la biodiversità, orticola e selvatica: varietà antiche di ortaggi e frutti da riscoprire unite a piante selvatiche che forniscano cibo alle persone ma anche rifugio e sostentamento per la piccola fauna selvatica come insetti, uccelli e altri animali. 



Cosa è Studio Corte 17:

La ricerca di Studio Corte 17  si esprime nel tempo attraverso una costante indagine di nuove pratiche artistiche sperimentali e attenti studi del paesaggio industriale della città di Prato. Il progetto nasce all’interno dello spazio industriale ex Lanificio Bini (oggi chiamata Corte di Via Genova ). Dal 2005 al 2008 si propone come studio personale di Chiara Bettazzi, trasformandosi nel tempo in un vero e proprio progetto che ha visto la corte passare da luogo industriale abbandonato a spazio condiviso da giovani creativi. Da questa esperienza è nata l’idea di fondare dal 2008, Corte Via Genova. Oggi SC17 è una realtà culturale, attenta alle contraddizioni del paesaggio e alla ricerca costante di formati ibridi di condivisione, che si concretizzano in progetti connessi all’arte contemporanea e all’archeologia industriale. Tra gli ultimi progetti ricordiamo: Industrial Heritage map, archiviazione di vecchie fabbriche ancora presenti tra Prato e l’area della Val di Bisenzio. Nel 2015 crea la prima edizione di TAI – Tuscan Art Industry “I giorni del contemporaneo nell’archeologia industriale Toscana”. Manifestazione annuale che promuove l’uso di vecchi opifici del territorio attraverso l’arte contemporanea, lavorando a contatto con gli archivi storici. Dal 2016 crea Orto in fabbrica, all’interno della Corte di via Genova.





Photo credits Dario Garofalo 


Domenica 13 maggio (tutto il giorno)

Apertura dell'Orto in fabbrica 2018

Studio Corte 17  
Corte Via Genova
Prato

Dite a Chiara, che vi manda Mirco de L'orto di Michelle!



Photo credits Claudia Gori