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MuSkin: pelle dalle cappelle dei funghi




Non solo fritte, ripiene o alla griglia, ma le cappelle dei funghi possono essere anche conciate per farne una soffice pelle vegetale, dall'aspetto molto simile a quella scamosciata.

Ottenuta con un procedimento del tutto simile a quella animale, ma con una concia interamente naturale, MuSkin è una pelle 100% biodegradabile, atossica, traspirante, idrorepellente, ha una forte capacità di assorbire l'umidità e non promuove la proliferazione dei batteri.

Perfetta per l'impiego nella fabbricazione di articoli che devono venire a contatto diretto con la pelle, la sua produzione mensile al momento è di soli 4-5mq per una pezzatura seppur molto variabile di circa 40x20cm.

foto via Materia


E se ci siamo tanto meravigliati davanti alla pelle di foglie di ananas e a quella ottenuta dagli scarti di frutta (post QUI), che dire di questa pelle di fungo (Phellinus ellipsoideus)?...io già sto pensando di farne un piccolo cappello couture!


Instagram_hashtag balconi e finestre coltivati




Anche il più piccolo spazio orizzontale o verticale, balcone o finestra che sia, si può trasformare in un area verde, piu o meno curata, affollata, ordinata, creativa, dove seminare, coltivare e raccogliere. 

(foto copertina via @sojanelas)


@fabio.baroni.566

@loren1202

@faum80


Finestre e terrazzi coltivati che osservandoli dal basso molto hanno da raccontare dei loro proprietari. 

Home kitchen garden, un libro nato in un campo di cipolle in fiore






In cucina, i petali di rosa freschi hanno un gusto delicatamente dolce, i semi di amaranto addensano zuppe e minestre e il sapore dei boccioli di borragine crudi ricorda quello dell'ostrica. In vaso, i semi di finocchietto prima della semina vanno lasciati a bagno per una notte per accelerare la germogliazione, e il crisantemo essendo una pianta fotoperiodica, fiorisce quando la lunghezza della notte supera le 12 ore. In casa, il carciofo fiorito è sempre protagonista anche se lo metti in un vaso da solo, i rami di rosmarino, aggiunti ai vasi di fiori, stanno bene tanto con le rose più appariscenti quanto con le più semplici margherite.

Appunti da Home Kitchen Garden, un libro semplice ed elegante per tutti, anche per chi non ha tempo e spazio, non ha il pollice verde e non è abilissimo ai fornelli, nato come racconta nell'introduzione la stessa autrice Sandra Longinotti, giornalista e food stylist, in un campo di cipolle in fiore.

"L'idea mi è venuta anni fa a Savona, trovandomi per caso in mezzo a un campo di cipolle in fiore. Così bello e insolito da farmi pensare a quanto fossero sconosciuti quei fiori che anch'io vedevo per la prima volta, mentre le cipolle - dove è nascosta tanta potenziale bellezza - le conosciamo bene tutti e sappiamo cosa farne in cucina. Fiori di cipolla che immaginavo sul mio balcone in mezzo alle altre piante aromatiche e floreali, e non solo, ero sicura che sarebbero stati benissimo anche in tavola e nei piatti."









Home Kitchen garden è un discorso aperto fra cucina e orto cittadino possibile, in una contaminazione continua fra gusto e lifestyle.
Si parte dalla bellezza del fiore edule di alcune varietà orticole, spontanee e floreali che possono crescere anche in piccoli spazi urbani - sul davanzale di una finestra, sul balcone o in un piccolo giardino - per aprire un discorso più ampio su ogni specie.

Coltivazione, ricette, piccole idee living, curiosità e informazioni pratiche per piante comuni e molto diffuse come la Rosa o il carciofo, così come per varietà meno conosciute, da cui lasciarsi sorprendere e ispirare.

Una cipolla cucinata aggiunge aroma a un piatto, ma piantata in un vaso darà un fiore bellissimo. La lavanda fiorita è splendida, ma i suoi fiori possono profumare lo zucchero per un dolce speciale o essere delicatamente intrecciati per creare segnaposti particolari.

Un libro che non parla solo di cucina e giardinaggio, ma è un insieme di sensazioni, di piccole idee, di cose buone da mangiare, , di pensieri e di facili "istruzioni per l'uso" per vivere in modo più naturale anche in città, dove il verde e lo spazio esterno è poco e forse proprio per questo anche un piccolo balcone fiorito dà gioia ed energia, la stessa che si può trasferire a tavola. Perchè una foglia, o un fiore coltivato da noi, è sempre speciale.

Ricorda, come scrive Sandra Longinotti: " Il balcone urbano trasformato in un orto-giardino, o in vaso, ti regala un raccolto prezioso, da usare come fior di sale: ne basta un pizzico."


Home Kitchen Garden
Orto in città: botanica, cucina, lifestyle
Fotografie di Mario Visigalli


sale aromatizzato alle fragole






Tutto è iniziato con delle fragole raccolte sul balcone e dall'idea di essiccarle e conservarle per l'inverno per poi magari gustarle a colazione con dei cereali e dello yogurt o semplicemente come snack.
Una volta essiccate però, non tutte le fragole sono finite intere nel barattolo, ma una parte di loro le ho tritate e utilizzate per aromatizzare del sale.





Per la ricetta:
150gr. di sale grosso
7 fragole di media grandezza

Lavate e asciugate in modo accurato le fragole. Tagliatele a fette sottili e disponetele su una placca rivestita con della carta e fate seccare in forno ventilato a 60° per 3/4 ore, o comunque tutto il tempo necessario per una corretta essiccazione. Una volta raffreddate unitele al sale e, con l'aiuto di un mixer, tritate il tutto fino ad ottenere un composto fine. Il vostro sale aromatizzato alle fragole, da conservare in vasetti a chiusura ermetica e da usare per insaporire pesce, crostacei, insalate, carne di maiale e di manzo, è pronto! 



Fendi
Emporio Armani
primavera estate 2016



Con un abito di seta indosso, banane e fragole si mantengono anche fuori dal frigorifero.


In tutti questi anni sono stati tanti i metri di seta passati tra le mie mani. Centinaia e centinaia di tirelle, rocche e pezze di seta operata, ricamata, stampata, con cui ho creato collezioni di ogni genere. Maglie, bluse, abiti pensati per essere indossati dalle donne di tutto il mondo, non di certo da fragole e banane, che a quanto pare, notizia di questi giorni, hanno deciso di indossare fuori dal frigo per proteggersi dal loro naturale deperimento.

La seta, uno dei materiali più resistenti in natura, è infatti composta in gran parte di fibroina, una proteina insolubile, biocompatibile e biodegradabile, che ha la capacità di stabilizzare e proteggere gli altri materiali con cui entra in contatto. 

A confermare tutto questo con i loro studi pubblicati su Scientific Reports, un team di ricercatori che da tempo studia le proprietà della seta e le sue potenziali applicazioni nei biomateriali del futuro, guidati dall'italiano Fiorenzo Omenetto, docente di ingegneria biomedica alla Tufts University di Medford, negli Stati Uniti, che hanno pensato di usare proprio la seta liquida come scudo protettivo per la conservazione di frutta fresca fuori dal frigo per più di sette giorni.

Nei loro esperimenti i ricercatori hanno immerso delle fragole appena raccolte in una soluzione contenete fibroina: la deposizione della pellicola sulla buccia è stata ripetuta fino a quattro volte. I frutti sono stati poi trattati con vapore d'acqua sotto vuoto per rinforzare il rivestimento di fibroina, spesso dai 27 ai 35 millesimi di millimetro. Una volta fatto indossare questo abito di seta, le fragole sono state lasciate a temperatura ambiente insieme ad altri frutti non trattati. 
A distanza di una settimana, le fragole normali tenute fuori frigo erano da buttare mentre quelle immerse nella seta erano ancora turgide e succose.



Lo stesso esperimento è stato poi ripetuto con le banane, consentendo di rallentarne la maturazione. Le analisi dimostrano che il rivestimento di seta protegge la frutta rendendola meno permeabile all'ossigeno e all'anidride carbonica: i ricercatori garantiscono che non ha alterato la consistenza dei frutti, mentre l'effetto sul gusto è ancora da valutare.

photo credits Scientifics Reports

Fonte Scientifics Reports - Ansa
foto copertina credits Daniel Seung Lee