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La rosa, da guardiana della vigna a fibra innovativa


Una volta guardiane della vigna, oggi fibra naturale. Le rose, piantate in testa ai filari, sono storicamente, un campanello di allarme utile a monitorare lo stato di salute della vite, permettendo di agire tempestivamente per ridurre i danni al raccolto, compromettendo poi la vendemmia. Se la rosa è sana anche le viti sono sane, dicevano i vecchi contadini. Oggi con i loro petali delicati e profumati, le rose possono diventare materia prima per tessuti innovativi. Essere trasformate in una fibra naturale che ricorda l'eleganza della seta.

photo credit Worldofwool

La fibra di petali di rosa è un vero e proprio tesoro nascosto della natura. Ricavata dagli scarti dei petali di rosa e dei cespugli coltivati senza l'utilizzo di fertilizzanti chimici. La sua produzione avviene attraverso l'estrazione della cellulosa dai petali, creando una viscosa pregiata. Il risultato? Una fibra estremamente morbida al tatto e luminosa al sole. Forte e facile da tingere (i colori risultano brillanti e  vibranti), traspirante e molto assorbente.

Oltre la sua bellezza estetica, questa fibra, offre numerosi vantaggi dal punto di vista ecologico. Essendo ricavata da scarti naturali dei fiori, contribuisce a ridurre i rifiuti nel settore delle rose coltivate, promuovendo un approccio più sostenibile alla moda.

Indossare capi realizzati con la fibra di petali di rosa significa abbracciare la bellezza e la sostenibilità. Ogni filo tessuto racconta una storia di amore per la natura e rispetto per l'ambiente.

Concediamoci il lusso della natura sulla nostra pelle e lasciamo che i nostri vestiti raccontino una storia fatta d'amore verso il pianeta Terra.

photo credit Worldofwool

Foto copertina: Abito Valentino - Fibra di rosa: Workd of wool - video: L'orto di Michelle



Preview s/s 2023 _ La frutta dall'anima pop di Benetton


"Nella collezione la frutta si ripete ossessiva, è come se uscisse dal contesto naturale per entrare nella dimensione industriale con colori inaspettati, è come se fosse sintetica o tecnologica." A.I.


Benetton è tornato ad essere Benetton e torna alle sue origini con il nuovo direttore creativo Andrea Incontri.

Total look in maglia, outfit dai colori vitaminici, stampe e righe, ma soprattutto tanta, tanta frutta, in micro e macro proporzioni, che uscendo dal contesto naturale, entra con colori inaspettati in una dimensione industriale, per diventare sintetica e tecnologica.



s/s 2022_ La moda è servita


[COLOR] Giallo peperone, rosso pomodoro, verde prezzemolo, arancione carota, viola uva: dall"orto i colori moda per la primavera estate 2022. La tendenza è servita!

Collezioni s/s 2022 Valentino - Dior - Prada - Anteprima - Etro

Rainbow grapes


Divenute molto popolari sul web, in particolar modo su Instagram, le foto della varietà "uva arcobaleno" hanno suscitato molta curiosità, fascino e allo stesso tempo, dubbi e perplessità. 

La domanda che in molti si sono posti, e io tra questi, è: "Ma l'uva arcobaleno esiste davvero"? La risposta è no, anzi si, ma non come varietà.

Si tratta infatti, solo di uve comuni fotografate durante la fase di invaiatura.

 Instagram @ulfablabla

Si tratta infatti, solo di uve comuni fotografate durante la fase di invaiatura.

 Instagram @exornali

Prima della fase di maturazione le uve giovani immature hanno un colore verde molto scuro e una consistenza molto dura in seguito la buccia cambia colore. Le uve bianche virano da un verde scuro a un colore verde giallastro, e diventano sempre più trasparenti. Le uve rosse, invece, virano dal verde al rosso, con una tonalità che dipende dalla varietà di uva. In quella fase è facile trovare grappoli con acini aventi diverse tonalità di colore.

 Instagram @ulfablabla

Poi, con l’aiuto di Photoshop, spesso le immagini vengono modificate in modo così perfetto che diventa difficile dire se il grappolo sia reale o meno.

Quindi coloro che avevano sognato di comprare, mangiare e addirittura coltivare la varietà “Arcobaleno”, dovranno rassegnarsi, ma potranno ammirare la trasformazione naturale dell'uva durante la fase di maturazione, e se affascinati dai suoi splendidi colori potranno sempre comunque indossarli.

Fonte: www.odditycentral.com - www.uvadatavola.com 
Copertina - Foto uva unknown - Collezione s/s2022 Tom Ford

Ohoskin_Pelle di arance e cactus di Sicilia, per un lusso senza sensi di colpa




Ohoskin è l’alternativa cruelty-free e sostenibile alla pelle di lusso. Creata con arance e cactus siciliani, genera processi di economia circolare per il bene degli animali, del pianeta e delle persone. È il nuovo progetto di Adriana Santanocito, già ideatrice di Orange Fiber. Dopo aver creato la fibra tessile a base di arance,  l’imprenditrice catanese ha deciso lasciare nel 2019 ogni ruolo operativo e amministrativo all’interno della startup da lei fondata, che l’ha fatta conoscere al mondo dell’innovazione, della moda e dell’imprenditoria. Da allora, ha deciso di dedicarsi al suo nuovo progetto che oggi comincia a muovere i primi passi nel mondo. 

Già nel 2020 Ohoskin è protetta da un brevetto internazionale e ha iniziato la sua produzione grazie agli accordi e al supporto di partner industriali del calibro della Novartiplast Italia spa – storica azienda lombarda nella produzione di alternative sintetiche alla pelle – e la Sicilbiotech srl, alleanza tra 4 aziende italiane nei settori della chimica, impiantistica industriale e della trasformazione agroindustriale. 

Per creare Ohoskin, Adriana è partita ancora una volta dalle arance, o meglio di ciò che resta di esse dopo la lavorazione industriale per l’industria alimentare e per la cosmetica. A questo sottoprodotto ha affiancato il residuo della lavorazione delle pale di ficodindia. La designer unisce da sempre la sua passione per la Sicilia e i materiali alla voglia di contribuire a creare un mondo migliore. Con Ohoskin i sottoprodotti di lavorazione industriale di arance e cactus diventano risorse per creare un prodotto di lusso, la vita degli animali viene salvaguardata e il pianeta viene rispettato, grazie a un processo di produzione sostenibile per l’ambiente, a differenza dell’industria conciaria che impiega processi devastanti per l’ecosistema*. Lo ha fatto perché crede che godere delle cose che amiamo, come gli oggetti in pelle, non debba farci sentire in colpa. 

La pelle di arance e cactus è pronta per entrare nel mercato ed essere il materiale ideale per tutti quei brand nei settori dell’automotive, interior design e degli accessori moda che vogliono offrire un lusso sostenibile e 100% cruelty-free. La ricetta di Ohoskin non contiene Ftalati, è in linea con le normative EU-REACH e PROP65 USA ed è stata insignita dalla LAV del marchio Animal Free Fashion Label con il punteggio di VVV+, il più alto. 

Ohoskin è in tutto e per tutto paragonabile, per sensazione tattile e performance, al cuoio animale ma, a differenza della pelle tradizionale, ha costi sociali, etici e ambientali nulli. È un lusso senza sensi di colpa che fa bene a tutti: agli animali, all’economia e al pianeta.



* L ’industria conciaria non solo sacrifica la vita di miliardi di animali ogni anno, ma è anche tra le più inquinanti al mondo, rilasciando nelle falde acquifere e nel terreno fino a 130 sostanze chimiche diverse, tra cui cianuro e cromo. Infine, è tra quelle che consumano più energia non rinnovabile e acqua (93 miliardi di metri cubi, 56.000 per ogni tonnellata di prodotto).