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Parigi - Un orto chiavi in mano sul tetto dell'hotel



Non solo camere. All'hotel Yooma di Parigi,  nel XV arrondissement, con 38 euro al mese, circa 9 euro alla settimana, si può affittare anche un piccolo orto verticale con vista sulla Senna.


Situati sul tetto dell'hotel, progettati e mantenuti dalla società Peas&Love che promuove fattorie urbane condivise in aree non valorizzate, gli orti disponibili sono 250.

Tutti uguali, ciascuno di tre metri quadrati, gli orti sono gestiti da un contadino specializzato della comunità orticola, che con attenzione e professionalità si prende cura, tre giorni su sette, delle varietà di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche che ogni stagione sono selezionate all'unanimità dagli affittuari. Gli stessi, possono seguire la coltivazione del proprio orto,  la crescita delle piante e dei frutti tramite un'app dedicata, e partecipare personalmente al raccolto.

In un anno, la produzione di ogni piccolo lotto di terreno coltivato biologicamente, è di circa 30 kg di frutta e verdura, che rappresentano come ha affermato Jean Patrick Scheepers, fondatore della comunità Peas&Love,  un terzo del consumo annuale di un individuo.

Tra gli agricoltori urbani affittuari di questi orticelli, anche lo chef che utilizza i prodotti da lui raccolti nella preparazione dei piatti serviti nel ristorante dell'hotel.

Dopo Bruxelles e Parigi, nuovi orti urbani condivisi saranno installati a Lione, Lille e Berlino.


Nell'orto in fabbrica, contenitori per la natura.



In occasione di WOM MarketStudio Corte 17 presenta una nuova edizione di jardins ouvriers.


In continuità con il progetto di riqualificazione della Corte di Via Genova a Prato, il giardino operaio costruito da Chiara Bettazzi presenterà  un ampliamento attraverso  l'inserimento di nuove piante all'interno dell'orto; in questa specifica occasione, saranno messi in vendita in Corte una serie di contenitori per la natura allestiti all’interno dello spazio.



Nuovi contenitori a metà tra sculture e oggetti di design, realizzati mediante la composizione di cose di uso quotidiano, collezionate nel corso del tempo. Oggetti oggi rifunzionalizzati e ispirati agli orti che gli operai, fin dal 1800, costruivano nei terreni attigui alle industrie, attraverso l'uso di materiali di scarto delle fabbriche stesse o della propria quotidianeità.



Cosa è orto in fabbrica:

Orto in fabbrica nasce a Prato nel Giugno 2016. Si presenta oggi, come un presidio verde realizzato all’interno di casse in legno per la filatura, provenienti da alcune fabbriche del territorio. A metà tra un orto urbano e un giardino industriale è situato davanti a Studio Corte 17. Il progetto ha suggerito la trasformazione del piazzale in giardino e nell’Aprile 2017 sono stati piantati alcuni alberi nella corte ex industriale di via Genova. Quest’operazione si sposa con la ricerca di nuove soluzioni culturali e va incontro all’idea di condivisione dell’area, da parte delle diverse realtà presenti. Da questo è scaturita la collaborazione con gli esperti dell’associazione Komorebi – Ambiente Nutrizione Benessere che, attraverso il corso “Natura e città a confronto”, nella primavera del 2017 hanno tenuto un ciclo di lezioni all’aperto all’interno del giardino, volte a promuovere il superamento della concezione del giardino come entità puramente ornamentale a favore della progettazione di vere e proprie oasi per la biodiversità, orticola e selvatica: varietà antiche di ortaggi e frutti da riscoprire unite a piante selvatiche che forniscano cibo alle persone ma anche rifugio e sostentamento per la piccola fauna selvatica come insetti, uccelli e altri animali. 



Cosa è Studio Corte 17:

La ricerca di Studio Corte 17  si esprime nel tempo attraverso una costante indagine di nuove pratiche artistiche sperimentali e attenti studi del paesaggio industriale della città di Prato. Il progetto nasce all’interno dello spazio industriale ex Lanificio Bini (oggi chiamata Corte di Via Genova ). Dal 2005 al 2008 si propone come studio personale di Chiara Bettazzi, trasformandosi nel tempo in un vero e proprio progetto che ha visto la corte passare da luogo industriale abbandonato a spazio condiviso da giovani creativi. Da questa esperienza è nata l’idea di fondare dal 2008, Corte Via Genova. Oggi SC17 è una realtà culturale, attenta alle contraddizioni del paesaggio e alla ricerca costante di formati ibridi di condivisione, che si concretizzano in progetti connessi all’arte contemporanea e all’archeologia industriale. Tra gli ultimi progetti ricordiamo: Industrial Heritage map, archiviazione di vecchie fabbriche ancora presenti tra Prato e l’area della Val di Bisenzio. Nel 2015 crea la prima edizione di TAI – Tuscan Art Industry “I giorni del contemporaneo nell’archeologia industriale Toscana”. Manifestazione annuale che promuove l’uso di vecchi opifici del territorio attraverso l’arte contemporanea, lavorando a contatto con gli archivi storici. Dal 2016 crea Orto in fabbrica, all’interno della Corte di via Genova.





Photo credits Dario Garofalo 


Domenica 13 maggio (tutto il giorno)

Apertura dell'Orto in fabbrica 2018

Studio Corte 17  
Corte Via Genova
Prato

Dite a Chiara, che vi manda Mirco de L'orto di Michelle!



Photo credits Claudia Gori



Cibology, ortaggi e galline sulle pareti




Basta rose e peonie. Almeno che non siano eduli, dimenticate i fiori. E' il momento di ortaggi e galline che con bontà, eleganza e ironia, si trasformano in disegni per carta da parati.


Dentro casa entrano e conquistano i muri, volatili da cortile, verze e rape, come quelle disegnate da Gianluca Biscalchin, per la sua collezione Cibology - Wallpapers & Other Stories, che sarà presentata al prossimo Fuorisalone di Milano.

Una collezione che nasce dalla passione per il cibo e la cucina, talento nel disegno e nell'illustrazione, dalla capacità di leggere e raccontare il mondo con straordinaria ironia di Gianluca, che come lui stesso scrive: non sa se è più narratore o disegnatore, giornalista o illustratore, gastronomo o incisore, tanto che per non sbagliare ha deciso di essere tutte queste cose insieme.


Cibology è una nuova religione estetica che si trasforma in carta da parati e colonizza i muri di salotti e ristoranti, negozi e hotel, studi e garçonnière. Si inerpica come un groviglio vivente di storie disegnate, che parlano.

Storie che viste da lontano raccontano un amore infinito per le antiche decorazioni, per i papier peint settecenteschi, per i grovigli vegetali di William Morris & Co.
Ma da vicino raccontano altro… per ascoltare la voce degli ironici disegni che le popolano occorre mettersi al loro livello.

Cibology è soprattutto un laboratorio perpetuo di nuove fantasie, disegni e temi, pensati e progettati su misura per ambienti unici, luoghi inediti e clienti che nella decorazione cercano personalità, irriverenza e gusto



Cibology propone tre collezioni di carte da parati che si possono declinare anche in tessuti, ceramiche e complementi d’arredo:

Astonished Chickens – Galline pensierose, o senza pensieri; emotive, o senza emozioni. Stupide? Cattive? Sagge? Le ruspanti sanno solo che devono stare in posa per sedurre chi le osserva. Da vicino i loro occhi, attoniti o assenti per le troppe piume, mettono in crisi la coscienza di sé, la nostra presunta superiorità intellettuale nei confronti del pollame (non solo oviparo, anche antropico).

Hortus Transgenicus – Passato il tempo dei giardini conchiusi, degli orti dei semplici, dei botanismi ancien régime, non ci rimane che una serie di mutazioni, di mostri metamorfici da fissare sulla carta per ricordarci che stiamo attraversando l’era di un barocco transgenico. Una eco-denuncia lanciata a colpi di rimembranze rococò e atmosfere da dimora decaduta.

Vegetology – Basta rose e peonie: il tempo dei frementi e caduchi fiori da salotto è finito! È arrivato il momento di recuperare il substrato etico nella decorazione. La bellezza da sola non basta più. Serve anche la bontà. Quella gastronomica. Questa collezione ha una forte vocazione politica: è un’azione sociale che intende restituire dignità agli ultimi, agli ortaggi, vero fondamento della società vegetale, contro l’effimero mondo dei fiori da decorazione: se non sono eduli vanno eliminati, senza pietà.


Fuori Salone 2018 –Distretto 5vie
17 – 22 aprile

Gianluca Biscalchin
presenta

CIBOLOGY
Wallpapers & Other Stories

Piazza Sant’Ambrogio 16, Milano 



s/s 2018_ rosa radicchio




La primavera estate 2018 si colora di rosa. Rosa, in tutte le sue sfumature, come il bellissimo colore delle foglie del Radicchio del Veneto, varietà di cicoria tra le più pregiate, dal sapore delicato e profumato, coltivato prevalentemente in regioni italiane e in aree della California, della Pennsylvania e dello stato di Washington. 

(foto radicchio del Veneto via The New York Times - Coll. p/e 2018 Marchesa - Francesco Scognamiglio)


 coll. p/e 2018 N.21 - Valentino - Versace

coll. p/e 2018 Marchesa - Victoria Beckham - Marc Jacobs


Valentino couture - Christian Dior - foto radicchio rosa del Veneto  via Pinterest

foto via Torre d'Orlando

photo credits Everyday fabulous food

Photo credits Evie Saffron Strands

Si dice che: il colore rosa di questo radicchio, che tanto sembra aver ispirato gli stilisti nel colorare le loro collezioni per la prossima estate, ne addolcisca il suo amarognolo.

Piante vestite di stampe





Potevano le piante rimanere indifferenti alla tendenza per la primavera-estate 2018 che vede protagoniste le stampe, che le donne indosseranno dalla testa ai piedi, accessori compresi? A guardare queste foto, direi proprio di no!


In posa per il progetto editoriale "Plants cells",  le piante sono state vestite con esclusivi abiti stampati non da un noto stilista, o un bravo couturier,  ma addirittura da tre artisti: l'art director britannico Germ Fletcher, la set designer Sarah Parker e la fotografa Victoria Ling.

s/s 2018 Stampe head to toe
 Dolce & Gabbana

 Versace

Balenciaga