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Preview s/s 2023 _ La frutta dall'anima pop di Benetton


"Nella collezione la frutta si ripete ossessiva, è come se uscisse dal contesto naturale per entrare nella dimensione industriale con colori inaspettati, è come se fosse sintetica o tecnologica." A.I.


Benetton è tornato ad essere Benetton e torna alle sue origini con il nuovo direttore creativo Andrea Incontri.

Total look in maglia, outfit dai colori vitaminici, stampe e righe, ma soprattutto tanta, tanta frutta, in micro e macro proporzioni, che uscendo dal contesto naturale, entra con colori inaspettati in una dimensione industriale, per diventare sintetica e tecnologica.



s/s 2022_ La moda è servita


[COLOR] Giallo peperone, rosso pomodoro, verde prezzemolo, arancione carota, viola uva: dall"orto i colori moda per la primavera estate 2022. La tendenza è servita!

Collezioni s/s 2022 Valentino - Dior - Prada - Anteprima - Etro

Rainbow grapes


Divenute molto popolari sul web, in particolar modo su Instagram, le foto della varietà "uva arcobaleno" hanno suscitato molta curiosità, fascino e allo stesso tempo, dubbi e perplessità. 

La domanda che in molti si sono posti, e io tra questi, è: "Ma l'uva arcobaleno esiste davvero"? La risposta è no, anzi si, ma non come varietà.

Si tratta infatti, solo di uve comuni fotografate durante la fase di invaiatura.

 Instagram @ulfablabla

Si tratta infatti, solo di uve comuni fotografate durante la fase di invaiatura.

 Instagram @exornali

Prima della fase di maturazione le uve giovani immature hanno un colore verde molto scuro e una consistenza molto dura in seguito la buccia cambia colore. Le uve bianche virano da un verde scuro a un colore verde giallastro, e diventano sempre più trasparenti. Le uve rosse, invece, virano dal verde al rosso, con una tonalità che dipende dalla varietà di uva. In quella fase è facile trovare grappoli con acini aventi diverse tonalità di colore.

 Instagram @ulfablabla

Poi, con l’aiuto di Photoshop, spesso le immagini vengono modificate in modo così perfetto che diventa difficile dire se il grappolo sia reale o meno.

Quindi coloro che avevano sognato di comprare, mangiare e addirittura coltivare la varietà “Arcobaleno”, dovranno rassegnarsi, ma potranno ammirare la trasformazione naturale dell'uva durante la fase di maturazione, e se affascinati dai suoi splendidi colori potranno sempre comunque indossarli.

Fonte: www.odditycentral.com - www.uvadatavola.com 
Copertina - Foto uva unknown - Collezione s/s2022 Tom Ford

Ohoskin_Pelle di arance e cactus di Sicilia, per un lusso senza sensi di colpa




Ohoskin è l’alternativa cruelty-free e sostenibile alla pelle di lusso. Creata con arance e cactus siciliani, genera processi di economia circolare per il bene degli animali, del pianeta e delle persone. È il nuovo progetto di Adriana Santanocito, già ideatrice di Orange Fiber. Dopo aver creato la fibra tessile a base di arance,  l’imprenditrice catanese ha deciso lasciare nel 2019 ogni ruolo operativo e amministrativo all’interno della startup da lei fondata, che l’ha fatta conoscere al mondo dell’innovazione, della moda e dell’imprenditoria. Da allora, ha deciso di dedicarsi al suo nuovo progetto che oggi comincia a muovere i primi passi nel mondo. 

Già nel 2020 Ohoskin è protetta da un brevetto internazionale e ha iniziato la sua produzione grazie agli accordi e al supporto di partner industriali del calibro della Novartiplast Italia spa – storica azienda lombarda nella produzione di alternative sintetiche alla pelle – e la Sicilbiotech srl, alleanza tra 4 aziende italiane nei settori della chimica, impiantistica industriale e della trasformazione agroindustriale. 

Per creare Ohoskin, Adriana è partita ancora una volta dalle arance, o meglio di ciò che resta di esse dopo la lavorazione industriale per l’industria alimentare e per la cosmetica. A questo sottoprodotto ha affiancato il residuo della lavorazione delle pale di ficodindia. La designer unisce da sempre la sua passione per la Sicilia e i materiali alla voglia di contribuire a creare un mondo migliore. Con Ohoskin i sottoprodotti di lavorazione industriale di arance e cactus diventano risorse per creare un prodotto di lusso, la vita degli animali viene salvaguardata e il pianeta viene rispettato, grazie a un processo di produzione sostenibile per l’ambiente, a differenza dell’industria conciaria che impiega processi devastanti per l’ecosistema*. Lo ha fatto perché crede che godere delle cose che amiamo, come gli oggetti in pelle, non debba farci sentire in colpa. 

La pelle di arance e cactus è pronta per entrare nel mercato ed essere il materiale ideale per tutti quei brand nei settori dell’automotive, interior design e degli accessori moda che vogliono offrire un lusso sostenibile e 100% cruelty-free. La ricetta di Ohoskin non contiene Ftalati, è in linea con le normative EU-REACH e PROP65 USA ed è stata insignita dalla LAV del marchio Animal Free Fashion Label con il punteggio di VVV+, il più alto. 

Ohoskin è in tutto e per tutto paragonabile, per sensazione tattile e performance, al cuoio animale ma, a differenza della pelle tradizionale, ha costi sociali, etici e ambientali nulli. È un lusso senza sensi di colpa che fa bene a tutti: agli animali, all’economia e al pianeta.



* L ’industria conciaria non solo sacrifica la vita di miliardi di animali ogni anno, ma è anche tra le più inquinanti al mondo, rilasciando nelle falde acquifere e nel terreno fino a 130 sostanze chimiche diverse, tra cui cianuro e cromo. Infine, è tra quelle che consumano più energia non rinnovabile e acqua (93 miliardi di metri cubi, 56.000 per ogni tonnellata di prodotto). 

Mascherine biodegradabili piantabili in carta di riso e semi di fiori



Marie Bee Bloom, è la prima azienda di mascherine facciali biodegradabili piantabili. Fondata dalla designer olandese Marianne de Groot-Pon dopo aver osservato le migliaia di mascherine blu usa e getta disseminate ovunque: accartocciate sui lati delle strade, impigliate nei cespugli e tra i rami degli alberi,  sepolte tra le foglie e cumuli d'immondizia. Un triste spettacolo che continuiamo ad assistere da un anno a questa parte.

Ogni minuto tre milioni di mascherine vengono gettate via, e dal momento che già stiamo vedendo gli effetti devastanti sulla crisi climatica globale, la necessità di ridurre questo tipo di rifiuto, e quindi la dispersione di microplastiche nell'ambiente, non può più essere sottovalutata.

Le mascherine per il viso Marie Bee Bloom, sono realizzate in carta di riso contenente semi di fiori tipici dei campi olandesi (aneto, bocca di leone, petunia, fiordaliso, erba madre...) , ed essendo biodegradabili possono dopo l'uso essere piantate nel terreno e veder germogliare e crescere i fiori, fonte di  cibo per le api.

Tutto è pensato perchè sia sostenibile e compostabile, dal logo stampato con inchiostro biodegradabile alla colla in fecola di patate, dai lacci in pura lana di pecora non trattata filata a mano ai ferma orecchie in cartone riciclato dalle scatole per le uova.

L'utilizzo di questi materiali rende tuttavia la mascherina più fragile delle normali usa e getta, come spiega la stessa Marianne de Groot-pons, ricordando che l'accessorio dovrebbe essere maneggiato con cura e attenzione.

Per correttezza come comunicato dall'azienda, questi dispositivi non sono testati per quanto riguarda il loro livello di protezione al covid-19, ma ci assicurano la loro efficacia è uguale a quella delle mascherine in tessuto fatte in casa.