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Strawberry Dress: l'abito più cool e virale dell'estate 2020

Snobbato da Chiara Ferragni, indossato , e molto criticato, dalla modella curvy Tess Holliday ai Grammy Awards 2020, l'abito in tulle rosa tempestato di piccole fragole glitterate, della giovane design kosovara Lirika Matoshi, è diventato in questi mesi estivi capo virale sui social, raggiungendo una popolarità che non conosce più confini.












Da TikTok a Instagram c'è gente che ha letteralmente perso la testa per questo romantico Strawberry dress realizzato dalla stilista nel 2019, e venduto a 490 dollari. Le vendite ancora oggi impazzano, tanto da diventare un case-study in fatto di business.

Voglia di semplicità, di una vita a contatto con la natura vera quella più rustica, sembrano essere alla base del successo di questo abito dallo stile nostalgico e bucolico, desiderato e amato da tutti.

Scarpe dagli scarti di frutta in una scatola piena di semi


ID.EIGHT è il progetto di sneaker ecosostenibili, realizzate con scarti dell’industria alimentare e materiali di riciclo, di ID LAB S.r.L. startup innovativa della giovane coppia italo-coreana Dong Seon Lee – eco-fashion designer - e Giuliana Borzillo - product manager.

L’obiettivo è lanciare sul mercato una calzatura a basso impatto ambientale, made in Italy, realizzata con materiali innovativi ed ecosostenibili, unisex, con un design ricercato che richiami agli anni ‘90.





I materiali utilizzati sono principalmente tre tipologie di simil-pelle derivanti da sottoprodotti delle attività agricole o industriali che lavorano la frutta: Piñatex, realizzato con le foglie di scarto dell’ananas coltivato nelle Filippine; Vegea textile e Pelle-mela che si ricavano rispettivamente dalla bio-polimerizzazione della vinaccia e delle parti non commestibili delle mele.




Lycra e mesh per inserti sulla tomaia, suola, lacci ed etichetta sono realizzati in materiali riciclati; il packaging stesso è pensato come uno strumento per incidere positivamente sull’ambiente: la scatola è realizzata in carta riciclata e al suo interno il cliente troverà una “bomba di semi”, una pallina di terra e semi di fiori ricoperta di argilla da piantare in un vaso o da lanciare in giardino della propria città per attrarre le api, un piccolo gesto per una biodiversità migliore.

Il lancio sul mercato sarà anticipato da una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter, che servirà a finanziare la prima produzione disponibile da fine Aprile.


Not Longer Life_Le nature morte contemporanee per dire no a frutta e verdura vestita di plastica




Concepito dal team di designer di  Quatre Caps, studio spagnolo specializzato in rendering e progetti visivi legati all'architettura, "Not Longer Life" è un progetto fotografico che attraverso la reinterpretazione di alcuni dei dipinti più famosi di nature morte di Maestri come caravaggio e Monet, vuole far riflettere sull'uso eccessivo della plastica monouso nell'industria alimentare.

"E' stato stimato che nel 2020 la produzione di plastica a livello mondiale raggiungerà i 500 milioni di tonnellate.  La maggior parte di questo materiale impiegherà circa 600 anni prima di biodegradarsi. Non siamo assolutamente consapevoli del consumo energetico e dell'impatto ambientale che deriva da un uso assurdo degli imballaggi di plastica. Migliaia di prodotti sono commercializzati con doppia, tripla pelle sintetica, talvolta addirittura privati della loro buccia naturale e confezionati per facilitarne il consumo", scrivono i designer nella presentazione di queste contemporanee nature morte definite dagli stessi " A zombie life. A wrapped life".

(Immagini di copertina) Still Life with figs (!722) di Egidio Melendez 


Melon and cucumber (1602) di Sanchez Cotàn de Cotan

Still life by Quatre Caps


 Fruit basket with apples and grapes (1879) Claude Monet



 Basket of fruit (1599) di Caravaggio

Le poetiche nature morte del passato, sono oggi un tripudio di scatole e involucri in plastica arrivate sul set fotografico direttamente dagli scaffali del supermercato. Così perfetti fichi racchiusi in cestini di plastica, arance nude e mele ridotte in purea, in barattoli trasparenti, meloni vestiti di rete, cavoli avvolti in pellicola trasparente e limoni trasformati in bottigliette contenente unicamente il succo, prendono il posto degli ortaggi e della frutta fresca, bella nella loro naturale imperfezione dipinta sapientemente dai grandi pittori.


Silver, wine, jug, ham and fruit (1660) di Abraham Van Beyeren

Questa serie fotografica mette in evidenzia l'assurdità del packaging alimentare e come commentato dai designer di Quatre Caps "suggeriscono una riflessione sulla direzione che la società dei consumi ha intrapreso, e sulla mancanza di rispetto per le risorse naturali che pieghiamo a nostro piacimento in virtù di un concetto sbagliato di progresso".


Quattro: l'orto giardino intelligente (e alla moda) per la coltivazione di piante curative



Kigarden progetta un innovativo orto giardino intelligente, Quattro, per coltivare e raccogliere le migliori piante curative che la natura possa offrire, per il benessere personale e la bellezza.

Nella nostra cultura frenetica e incentrata sull'uomo, ci siamo allontanati sempre di più dalla natura, spesso, troppo spesso, non rispettandola e dimenticandoci ciò che può offrirci. Dobbiamo cambiare,  tornare a prendercene cura, a connetterci con essa e riscoprire tutto il bello e buono che può offrirci, per i nostri corpi e le nostre menti. 

Attraverso questo smart garden, un oggetto che integra un design raffinato dai colori moda, materiali ricercati rispettosi dell'ambiente e le più recenti tecnologie green da interni, Kigarden ridefinisce l'interazione tra l'essere umano e il potere curativo delle piante. Chiunque, anche chi non ha il pollice verde, potrà sperimentare una nuova relazione con la forza vitale delle erbe e delle piante.


Un giardino officinale, che reinterpreta il concetto dell'hortus conclusus medievale in chiave moderna, che in modo semplice, attuale e coinvolgente farà riscoprire gli antichi saperi curativi delle piante.

Kigarden fornisce tecnologia, il materiale per la semina e il supporto per creare un piccolo giardino nel quale è possibile coltivare piante ricche di molecole bioattive e senza alcuna contaminazione da pesticidi.





Per il sistema di irrigazione è stata adottata una tecnologia antica, l'Olla, ampiamente utilizzata dai Romani. Il materiale microporoso dei vasetti non smaltati guida il liquido dalla base sottostante verso il suolo e le radici. Ciò permette di avere un sistema automatizzato con umidità perfetta per il suolo e una riduzione del consumi di acqua.





Quattro, si accompagna di kit con sementi biologiche, non trattati, senza semi ibridi o senza OGM, di piante dall'elevato potere fisioterapico, capaci di contrastare lo stress psicofisico, ritrovare la linea e combattere l'invecchiamento cellulare attraverso un'azione antiossidante, provenienti da diverse culture curative: l'antica tradizione europea, l'ayurvedico indiano, la medicina tradizionale cinese e l'erboristeria nordamericana nativa. Nel kit è compreso del terriccio organico, biologico, privo di pesticidi.



In questi giorni, Kigarden ha lanciato la campagna di crowfunding per lo smart garden Quattro, con la possibilità di preordinare uno o più giardini officinali: link QUI

Quattro, sarà disponibile in molteplici versioni, tutte personalizzabili:
Base e vasetti in ceramica: antracite, terracotta e bianco.


Lampada (Led specifico per l'indoor farming) in alluminio: ciano, grigio chiaro, corallo, verde pastello, nero caviale, bianco, ambra arancione.

Kit tematici: 

Antiox - le erbe di questo kit contengono un ampio spettro di ingredienti sinergici in grado di supportare i bisogni antiossidanti del corpo.

No stress - le erbe di questo kit saranno fonte di energia. Un'aiuto per la memoria e la concentrazione.


Slim - le erbe di questo kit saranno l'aiuto naturale per un corpo perfetto tutto l'anno.


Aromaki - le erbe di questo kit sono un concentrato di energia

Foto copertina: Quattro by Kigarden - Prada s/s 2019 - Color of the year 2019 Pantone 16-1546 - Collage by L'orto di Michelle