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A casa mia i pomodori li annaffia Parrot Pot: il green sitter smart.



Ebbene sì, dopo l'assistente ortista (post QUI), da oggi ho anche un "green sitter". Si chiama Parrot Pot, ed è un vaso intelligente che, grazie a un set di sensori che in tempo reale e con precisione, misurano i dati essenziali alla buona salute della pianta, compresi: l’umidità del terreno,  il fertilizzante, la temperatura ambientale, l’intensità della luce, annaffia autonomamente le piante, le nutre, e controlla, intervenendo qualora ce ne fosse bisogno, il loro stato di salute e i loro parametri essenziali di crescita.



A me basterà che collegarmi tramite bluetooth a smartphone o tablet, e attraverso l'applicazione gratuita dedicata Parrot Flower Power, visualizzare e controllare il suo "lavoro", sapere se le mie piante stanno bene, e qualora ce ne fosse la necessità intervenire personalmente.


Un perfetto aiutante giardiniere 2.0, elegantemente vestito di nero ( in vendita si trova anche in "abito" bianco e rosso mattone),  che oltre a prendersi cura delle mie piante, anche quando non sarò a casa per lunghi periodi, mi aiuterà, nell'aplicazione è presente un'enciclopedia botonica che raccoglie ben 8mila speci, a conoscerle meglio sapere tutto di loro.


Come ogni oggetto smart, anche Parrot Pot ha diverse funzioni che consentono di rispondere alle nostre esigenze e carenze. Tramite l'applicazione, in modalità Perfect Drop gestisce l'irrigazione in modo autonomo e si adatta automaticamente alle necessità della pianta. Con Plant sitter autoregola il consumo della propria riserva d'acqua garantendo fino ad un mese di irrigazione senza il minimo di controllo e intervento da parte dell'utente. Ci sono poi, la modalità Custom che permette di definire personalmente il ritmo dell'irrigazione automatica e il livello di umidità della pianta, e quella Manual per l'innaffiatura manuale attivata con un click sull'app Parrot Flower Power.

Per maggiori dettagli vi consiglio di visitare il sito ufficiale Parrot


Ho affidato a Parrot Pot la mia piccola pianta di pomodori, che dopo averla acquistata, affascinato dalla sua bellezza e dai suoi piccoli frutti,  prima di trovare posto sul balcone, è rimasta per qualche giorno in casa. Lui da perfetto green sitter, in silenzio  e con tanta premura, si è preso cura di lei, dimostrando tutta la sua competenza professionalità 2.0. 

A me non resta che aspettare che i pomodori siano maturi.


video
L'annaffiatura



Un orto vista sui filari di Brunello (e una collana di cipolle) per Michelle Obama


Michelle Obama è in questi giorni in vacanza con il marito Barack a Borgo Finocchietto,  nella bellissima campagna di Buonconvento (Siena), e l’ex ambasciatore americano John Philipps, proprietario del resort a sei stelle e amico della coppia, sapendo della  passione per l’orto,  le ha fatto trovare al suo arrivo uno splendido e rigoglioso orto: vasche rialzate con pomodori, zucchini e piselli, realizzate per l'occasione da una ditta locale specializzata in giardinaggio. L’ex first lady sembra aver molto gradito.



Ad attendere Michelle, però non solo ortaggi freschi, uno splendido ed esclusivo borgo super blindato, praticamente inavvicinabile, un panorama da mozzafiato, e tanto relax, ma anche un insolito gioiello di foglie di cipolla, quella della mia collezione 23é (post QUI), che ieri per tutto il giorno ho cercato, con ogni tentativo, di farle recapitare, ma che per motivi di sicurezza, non è stato possibile, ed è rimasto chiuso nel mio zaino. 



Ci saranno nuove occasioni? Gli Obama amano molto l'Italia e in particolare la Toscana, dove tra l'altro hanno molti amici americani, quindi non è da escludere che prima o poi una delle bellissime tenute in terra di Siena, tra i vigneti del Brunello, possa diventare loro residenza abituale per le vacanze. 

#michellemeetmirco


Ortaggi nati dalle vecchie collezioni sportswear







Il marchio svedese di abbigliamento sportivo Houdini, da sempre molto attento all'ambiente e agli aspetti ecologici dei suoi prodotti, tanto da mirare a diventare il brand più ecologico del mondo, ha da pochi giorni lanciato The Houdini Menu, un interessante progetto di riciclo, che vuole dimostrare, non solo quanto sono realmente ecologici gli abiti da loro prodotti, ma anche, e sopratutto, come sia possibile da questi ricavarne dei prodotti alimentari.



Il processo di riciclo, vede protagonisti i capi di abbigliamento biodegradabili Houdini realizzati in lana 100% naturale, che una volta vecchi e non più utilizzati, riportati dal cliente in negozio, sono trasformati prima in compost e poi in fertilizzante da utilizzare per la coltivazione degli ortaggi ed erbe aromatiche, e creare così la prima esperienza orticolo culinaria del mondo nata dai vecchi vestiti.

Esperienza, che Houndini ha voluto far vivere a un gruppo selezionato di clienti grazie ai piatti realizzati dallo chef Sebastian Thureson del ristorante AgriKultur di Stoccolma.





Nelle prossime settimane, per ogni acquisto effettuato nei negozi del brand, i clienti riceveranno in omaggio una confezione di questo speciale fertilizzante nato dalle vecchie collezioni sportswear. Corro subito a fare i miei acquisti....

Immagini catturate dal video The Houdini Menu 


la primavera in un bottone






Sboccia rigogliosa la primavera con i suoi fiori sui bottoni dell'artista tessile turca Defne GüntürkünPiccoli gioielli artigianali, ricamati con filo di cotone su base in feltro.



Non solo bottoni in fiore, ma anche spille orticole.


credits Defne Gunturkun



Abiti e accessori Salvatore Ferragamo dagli scarti della spremitura delle arance


Salvatore Ferragamo e Orange Fiber, azienda italiana che produce innovativi tessuti eco-sostenibili dagli agrumi, presenteranno il 22 aprile in occasione del 47esimo Earth Day la prima capsule collection realizzata con tessuti ottenuti dagli scarti della spremitura delle arance.

Sognando un futuro arancione e sfruttando al meglio tutte le potenzialità del tessuto Orange Fiber, Salvatore Ferragamo, primo brand ad utilizzare tessuti in fibra di arancia, ha dato vita a "Orange Fiber Capsule Collectionuna collezione limited edition che è un omaggio all'inventiva e alla creatività mediterranea.

La collezione, composta da foulard, camicie, abiti e pantaloni dai tagli e dalle linee essenziali, è impreziosita dalle esclusive stampe ispirate alla Sicilia realizzate per Ferragamo dall'architetto e design  Mario Trimarchi.

Ogni anno l'industria della spremitura delle arance produce oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto di lavorazione che deve essere smaltito, con elevati costi, sia economici che ambientali. L'esclusivo brevetto messo a punto dall'italiana Orange Fiber permette di trasformare questo residuo di lavorazione in un tessuto twill di alta qualità, dall'aspetto e dal tocco serico, e dall'alto contenuto d'innovazione tecnologica, utilizzando sottoprodotti altrimenti destinati allo smaltimento.