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Kaorumi_La raffinata frutta di Ryo Takemasa nel piatto couture di Hermès





La frutta diventa lusso: non solo un alimento, ma un'opera di design sulla tavola. Con la grazia di un abito su misura, sfila su porcellana trasformandosi in haute couture. La nuova collezione 'Kaorumi' di Hermès, firmata dall’illustratore giapponese Ryo Takemasa, reinterpreta fichi, ciliegie e pere in autentiche icone di stile.


Ma cosa significa "Kaorumi"? Il nome nasce dall’unione di due parole giapponesi: "Kaori" (fragranza) e "Karumi" (leggiadria ed essenzialità). Una scelta perfetta per questa collezione, che cattura con raffinatezza la delicatezza della frutta.


Ogni piatto è una sinfonia visiva: geometrie sottili, colori vibranti e un’armonia raffinata che danza sulla candida porcellana bianca. La leggerezza delle illustrazioni evoca il movimento fluido di una seta pregiata, mentre il bordo dorato dipinto a mano aggiunge un tocco di lusso senza tempo. Ogni dettaglio trasforma la tavola in un’esperienza sensoriale che flirta con l’arte, esaltando la bellezza discreta e sofisticata.



Hermès é sinonimo di lusso senza tempo, un brand di alta gamma che unisce artigianalità e innovazione. Con "Kaorumi", riscrive le regole del dining, trasformando la tavola in una passerella di eleganza contemporanea. Ogni frutto è una musa, ogni piatto un capolavoro sartoriale. Servire una semplice fetta di anguria non è mai stato così chic.


Con "Kaorumi", ogni assaggio diventa un viaggio estetico, un’ode alla bellezza che si sprigiona nei dettagli più semplici. Come un accessorio di alta moda che completa un outfit, questi piatti elevano la tavola a un vero statement di stile.

photo credits Hermès

Quattro: l'orto giardino intelligente (e alla moda) per la coltivazione di piante curative



Kigarden progetta un innovativo orto giardino intelligente, Quattro, per coltivare e raccogliere le migliori piante curative che la natura possa offrire, per il benessere personale e la bellezza.

Nella nostra cultura frenetica e incentrata sull'uomo, ci siamo allontanati sempre di più dalla natura, spesso, troppo spesso, non rispettandola e dimenticandoci ciò che può offrirci. Dobbiamo cambiare,  tornare a prendercene cura, a connetterci con essa e riscoprire tutto il bello e buono che può offrirci, per i nostri corpi e le nostre menti. 

Attraverso questo smart garden, un oggetto che integra un design raffinato dai colori moda, materiali ricercati rispettosi dell'ambiente e le più recenti tecnologie green da interni, Kigarden ridefinisce l'interazione tra l'essere umano e il potere curativo delle piante. Chiunque, anche chi non ha il pollice verde, potrà sperimentare una nuova relazione con la forza vitale delle erbe e delle piante.


Un giardino officinale, che reinterpreta il concetto dell'hortus conclusus medievale in chiave moderna, che in modo semplice, attuale e coinvolgente farà riscoprire gli antichi saperi curativi delle piante.

Kigarden fornisce tecnologia, il materiale per la semina e il supporto per creare un piccolo giardino nel quale è possibile coltivare piante ricche di molecole bioattive e senza alcuna contaminazione da pesticidi.





Per il sistema di irrigazione è stata adottata una tecnologia antica, l'Olla, ampiamente utilizzata dai Romani. Il materiale microporoso dei vasetti non smaltati guida il liquido dalla base sottostante verso il suolo e le radici. Ciò permette di avere un sistema automatizzato con umidità perfetta per il suolo e una riduzione del consumi di acqua.





Quattro, si accompagna di kit con sementi biologiche, non trattati, senza semi ibridi o senza OGM, di piante dall'elevato potere fisioterapico, capaci di contrastare lo stress psicofisico, ritrovare la linea e combattere l'invecchiamento cellulare attraverso un'azione antiossidante, provenienti da diverse culture curative: l'antica tradizione europea, l'ayurvedico indiano, la medicina tradizionale cinese e l'erboristeria nordamericana nativa. Nel kit è compreso del terriccio organico, biologico, privo di pesticidi.



In questi giorni, Kigarden ha lanciato la campagna di crowfunding per lo smart garden Quattro, con la possibilità di preordinare uno o più giardini officinali: link QUI

Quattro, sarà disponibile in molteplici versioni, tutte personalizzabili:
Base e vasetti in ceramica: antracite, terracotta e bianco.


Lampada (Led specifico per l'indoor farming) in alluminio: ciano, grigio chiaro, corallo, verde pastello, nero caviale, bianco, ambra arancione.

Kit tematici: 

Antiox - le erbe di questo kit contengono un ampio spettro di ingredienti sinergici in grado di supportare i bisogni antiossidanti del corpo.

No stress - le erbe di questo kit saranno fonte di energia. Un'aiuto per la memoria e la concentrazione.


Slim - le erbe di questo kit saranno l'aiuto naturale per un corpo perfetto tutto l'anno.


Aromaki - le erbe di questo kit sono un concentrato di energia

Foto copertina: Quattro by Kigarden - Prada s/s 2019 - Color of the year 2019 Pantone 16-1546 - Collage by L'orto di Michelle





Nell'orto in fabbrica, contenitori per la natura.



In occasione di WOM MarketStudio Corte 17 presenta una nuova edizione di jardins ouvriers.


In continuità con il progetto di riqualificazione della Corte di Via Genova a Prato, il giardino operaio costruito da Chiara Bettazzi presenterà  un ampliamento attraverso  l'inserimento di nuove piante all'interno dell'orto; in questa specifica occasione, saranno messi in vendita in Corte una serie di contenitori per la natura allestiti all’interno dello spazio.



Nuovi contenitori a metà tra sculture e oggetti di design, realizzati mediante la composizione di cose di uso quotidiano, collezionate nel corso del tempo. Oggetti oggi rifunzionalizzati e ispirati agli orti che gli operai, fin dal 1800, costruivano nei terreni attigui alle industrie, attraverso l'uso di materiali di scarto delle fabbriche stesse o della propria quotidianeità.



Cosa è orto in fabbrica:

Orto in fabbrica nasce a Prato nel Giugno 2016. Si presenta oggi, come un presidio verde realizzato all’interno di casse in legno per la filatura, provenienti da alcune fabbriche del territorio. A metà tra un orto urbano e un giardino industriale è situato davanti a Studio Corte 17. Il progetto ha suggerito la trasformazione del piazzale in giardino e nell’Aprile 2017 sono stati piantati alcuni alberi nella corte ex industriale di via Genova. Quest’operazione si sposa con la ricerca di nuove soluzioni culturali e va incontro all’idea di condivisione dell’area, da parte delle diverse realtà presenti. Da questo è scaturita la collaborazione con gli esperti dell’associazione Komorebi – Ambiente Nutrizione Benessere che, attraverso il corso “Natura e città a confronto”, nella primavera del 2017 hanno tenuto un ciclo di lezioni all’aperto all’interno del giardino, volte a promuovere il superamento della concezione del giardino come entità puramente ornamentale a favore della progettazione di vere e proprie oasi per la biodiversità, orticola e selvatica: varietà antiche di ortaggi e frutti da riscoprire unite a piante selvatiche che forniscano cibo alle persone ma anche rifugio e sostentamento per la piccola fauna selvatica come insetti, uccelli e altri animali. 



Cosa è Studio Corte 17:

La ricerca di Studio Corte 17  si esprime nel tempo attraverso una costante indagine di nuove pratiche artistiche sperimentali e attenti studi del paesaggio industriale della città di Prato. Il progetto nasce all’interno dello spazio industriale ex Lanificio Bini (oggi chiamata Corte di Via Genova ). Dal 2005 al 2008 si propone come studio personale di Chiara Bettazzi, trasformandosi nel tempo in un vero e proprio progetto che ha visto la corte passare da luogo industriale abbandonato a spazio condiviso da giovani creativi. Da questa esperienza è nata l’idea di fondare dal 2008, Corte Via Genova. Oggi SC17 è una realtà culturale, attenta alle contraddizioni del paesaggio e alla ricerca costante di formati ibridi di condivisione, che si concretizzano in progetti connessi all’arte contemporanea e all’archeologia industriale. Tra gli ultimi progetti ricordiamo: Industrial Heritage map, archiviazione di vecchie fabbriche ancora presenti tra Prato e l’area della Val di Bisenzio. Nel 2015 crea la prima edizione di TAI – Tuscan Art Industry “I giorni del contemporaneo nell’archeologia industriale Toscana”. Manifestazione annuale che promuove l’uso di vecchi opifici del territorio attraverso l’arte contemporanea, lavorando a contatto con gli archivi storici. Dal 2016 crea Orto in fabbrica, all’interno della Corte di via Genova.





Photo credits Dario Garofalo 


Domenica 13 maggio (tutto il giorno)

Apertura dell'Orto in fabbrica 2018

Studio Corte 17  
Corte Via Genova
Prato

Dite a Chiara, che vi manda Mirco de L'orto di Michelle!



Photo credits Claudia Gori



Cibology, ortaggi e galline sulle pareti




Basta rose e peonie. Almeno che non siano eduli, dimenticate i fiori. E' il momento di ortaggi e galline che con bontà, eleganza e ironia, si trasformano in disegni per carta da parati.


Dentro casa entrano e conquistano i muri, volatili da cortile, verze e rape, come quelle disegnate da Gianluca Biscalchin, per la sua collezione Cibology - Wallpapers & Other Stories, che sarà presentata al prossimo Fuorisalone di Milano.

Una collezione che nasce dalla passione per il cibo e la cucina, talento nel disegno e nell'illustrazione, dalla capacità di leggere e raccontare il mondo con straordinaria ironia di Gianluca, che come lui stesso scrive: non sa se è più narratore o disegnatore, giornalista o illustratore, gastronomo o incisore, tanto che per non sbagliare ha deciso di essere tutte queste cose insieme.


Cibology Ã¨ una nuova religione estetica che si trasforma in carta da parati e colonizza i muri di salotti e ristoranti, negozi e hotel, studi e garçonnière. Si inerpica come un groviglio vivente di storie disegnate, che parlano.

Storie che viste da lontano raccontano un amore infinito per le antiche decorazioni, per i papier peint settecenteschi, per i grovigli vegetali di William Morris & Co.
Ma da vicino raccontano altro… per ascoltare la voce degli ironici disegni che le popolano occorre mettersi al loro livello.

Cibology Ã¨ soprattutto un laboratorio perpetuo di nuove fantasie, disegni e temi, pensati e progettati su misura per ambienti unici, luoghi inediti e clienti che nella decorazione cercano personalità, irriverenza e gusto



Cibology propone tre collezioni di carte da parati che si possono declinare anche in tessuti, ceramiche e complementi d’arredo:

Astonished Chickens – Galline pensierose, o senza pensieri; emotive, o senza emozioni. Stupide? Cattive? Sagge? Le ruspanti sanno solo che devono stare in posa per sedurre chi le osserva. Da vicino i loro occhi, attoniti o assenti per le troppe piume, mettono in crisi la coscienza di sé, la nostra presunta superiorità intellettuale nei confronti del pollame (non solo oviparo, anche antropico).

Hortus Transgenicus – Passato il tempo dei giardini conchiusi, degli orti dei semplici, dei botanismi ancien régime, non ci rimane che una serie di mutazioni, di mostri metamorfici da fissare sulla carta per ricordarci che stiamo attraversando l’era di un barocco transgenico. Una eco-denuncia lanciata a colpi di rimembranze rococò e atmosfere da dimora decaduta.

Vegetology – Basta rose e peonie: il tempo dei frementi e caduchi fiori da salotto è finito! È arrivato il momento di recuperare il substrato etico nella decorazione. La bellezza da sola non basta più. Serve anche la bontà. Quella gastronomica. Questa collezione ha una forte vocazione politica: è un’azione sociale che intende restituire dignità agli ultimi, agli ortaggi, vero fondamento della società vegetale, contro l’effimero mondo dei fiori da decorazione: se non sono eduli vanno eliminati, senza pietà.


Fuori Salone 2018 –Distretto 5vie
17 – 22 aprile

Gianluca Biscalchin
presenta

CIBOLOGY
Wallpapers & Other Stories

Piazza Sant’Ambrogio 16, Milano 



Verdura, frutta e fiori di carta












Ann Wood, dello studio artistico Woodlucker, crea frutta, verdura,  fiori e insetti di carta, che poi spesso unisce in composizioni che ricordano lo stile delle antiche stampe botaniche. Fonte d'ispirazione dell'artista.






foto screenshot Instagram @woodlucker

Sempre attenta ai più piccoli dettagli, che rendono incredibilmente realistiche le sue sculture, Ann wood, prima di lavorare la carta su sottili fili metallici, la dipinge e la ritaglia con piccole e affilate forbici da ricamo.

Un minuzioso lavoro, che fa di ogni ortaggio, frutto o fiore, una "preziosa" scultura di carta, dall'alto valore artigianale.