La favolosa storia delle verdure


C'è chi dice che un libro non si sceglie dalla copertina, ma è vero tutto questo? Io sono certo che anche a voi almeno una volta vi è capitato di trovarvi in libreria e aver preso in mano un libro per leggere la trama solo perché attratti dalla copertina che aveva qualcosa di speciale, particolare.

Proprio in queste settimane, mentre mi trovavo in libreria alla ricerca di qualcosa di speciale da regalare,  tra centinaia di pubblicazioni, a catturare la mia attenzione è stato un saggio dalla copertina dai colori delicati, raffigurante una bizzarra cartina geografica formata da ortaggi. Il titolo poi: La favolosa storia delle verdure, non ha fatto altro che convincermi all'acquisto immediato. 

Come potevo resistere a una biografia sulle verdure, che come ha scritto il New York Time è: "... raccontata come una movimentata storia di essere umani" ? Impossibile!

E il libro, è davvero appassionato e appassionante, affascinante e coinvolgente. Uno dei saggi più interessanti che ho letto negli ultimi anni. 


Evelin Bloch-Dano, raffinata autrice di biografie femminili e di Giardini di carta, in La favolosa storia delle verdure, sedotta dal suo orto e quello dei nonni, trasforma gli ortaggi in personaggi da romanzo, dando voce, come La Fontaine con gli animali, a dieci ortaggi, dal più comune cavolo, alla meno nota pastinaca, e ne ricostruisce una storia, arricchendo il racconto, con aneddoti, poesie e dipinti, storia e geografie, ricordi e letture, citazioni e ricette. 

"Le verdure non sono così vegetative come pensiamo; nascono, vivono, muoiono con modestia, senza darlo a vedere, sin dall'alba dei tempi rappresentano forse l'incontro più fecondo tra natura e cultura"

Cardi e carciofi, topinambur, cavoli, pastinaca, carote, piselli, pomodori, fagioli, zucche, peperoni: quando si mangia la verdura é la storia del mondo che si inghiotte.

Nell'orto si incontrano la grande Storia e la storia minuta: la via delle spezie e la politica mescolati a storie di madri e padri, di nonne e nonni, cucine e dispense piene di sapori. Passando da una canzone a un conquistador che trasporta nuovi germogli, l'autrice ritrova le tracce di una storia favolosa che porta il lettore di Paese in Paese, da una sfera simbolica a un'altra - perché le carote fanno gli occhi belli e i bambini nascono sotto i cavoli?


Quando si mangia la verdura è la storia del mondo che si inghiotte, in un unico ortaggio si incontrano la grande storia e la storia dei ricordi di ognuno di noi: le conquiste, la via delle spezie, l’apertura di passaggi marittimi, il commercio tra gli Imperi, l’economia, la diplomazia e la politica mescolati a storie di madri e padri, di nonne e nonni, cucine e dispense piene di sapori.
Parlare di verdure significa quindi partire alla ricerca di un territorio, di una cultura, significa ritrovare le tracce di una storia che si insinua nell’etimologia di una parola, il viaggio di un prodotto da regione a regione, di Paese in Paese, da una sfera simbolica a un’altra – perché le carote fanno gli occhi belli e i bambini nascono sotto i cavoli? – passare da un orto a una poesia, da un quadro a un’ortolana, una di quelle signore con la voce squillante che spingevano il carretto per le strade tessendo le lodi delle loro insalate appena colte; da una canzone a un conquistador che trasporta nuovi germogli e condimenti nelle murate della sua caravella. Significa viaggiare nello spazio e nel tempo, dalla sfera collettiva a quella più intima, significa incrociare i nostri sapori e le nostre domande, esperienze, curiosità. Nel baccello di un pisello, nei semi di un pomodoro, nell’amaro amabile del cardo e del carciofo, nelle foglie e nei gambi del ravanello che buttiamo via senza pensarci si nascondono tesori.
 

Evelyne Bloch-Dand
La Favolosa storia delle verdure

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