Caju: un frutto 100% sostenibile

 foto caju zun
Água de Coco Verão 2014
 
 
Lo sapevate che l’anacardo, quel delizioso stuzzichino che sgranocchiamo comodamente seduti sul sofà davanti alla televisione, è un frutto? Per essere precisi quello che sembrerebbe il picciolo, è il vero frutto del suo polposo pseudofrutto che si chiama Caju e che, invece, rappresenta solamente il peduncolo! Ma questo non cambia la caratteristica principale del caju: un alimento utilizzabile al 100%.
 
 
Del Caju, é utilizzato proprio tutto, il succo, la polpa, l’anacardo, la corteccia dell’albero dal quale nasce, le sue foglie, i fiori e il legno. L’anacardo tostato, è la parte più interessante del mercato mondiale grazie al suo alto valore nutritivo.
Possiede un contenuto di olio del 55% al ​​60% oltre ad un alto valore proteico ​​e circa il 5% di zuccheri.
È una fonte eccellente di vitamina C ed è utilizzato nella medicina popolare brasiliana come antielmintico, diuretico e anti-infiammatorio come decotto di foglie per 10 minuti.


 
Água de Coco Verão 2014
 
Poche persone sanno che il caju è un potente trattamento cicatrizzante naturale, come confermato da svariate ricerche scientifiche, che hanno prodotto l’acajumembrana cioè un film a base di succo di caju, indicato per ustioni e ferite. La pellicola naturale di Caju ha proprietà cicatrizzanti, anti-infiammatorie e analgesiche.
La produzione di acajumembrana è un processo naturale di fermentazione che impiega da 15 giorni a un mese per essere pronto. Questo processo avviene in laboratorio, ma l'applicazione è semplice. Basta tagliare la pellicola della dimensione desiderata e collocarla sulla parte da trattare. La membrana del caju aderisce come una seconda pelle.
Nonostante tutte queste opzioni di utilizzo, si stima che solo il 10% del caju prodotto in Brasile è effettivamente utilizzato per l'industria dei succhi e frutta da mangiare a tavola, il resto diventa mangime animale.
Un'alternativa per sfruttare le fibre di scarto della produzione del succo, è stata la creazione di hamburger di caju. La ricetta è stata elaborata dal Servizio Nazionale di Apprendistato Rurale (Senar) e il laboratorio della Società Brasiliana di Ricerca Agricola (Embrapa), i ricercatori hanno analizzato la ricetta scartando rischi di contaminazione e confermando il valore nutrizionale dell’hamburger.

 
Hamburger di Caju
Ingredienti:
(per circa 10 hamburger)

4kg di Caju fresco (senza il picciolo)
150g di farina di grano
1 tazza da tè di prezzemolo, erba cipollina e nepitella triturati finemente
1 peperone medio triturato
2 pomodori triturati
1 cipolla media triturata
½ testa di aglio
pepe q.b
sale q.b.

Preparazione:
Lavare bene i caju, aggiungere un poco di acqua e frullare. Quindi, colare il tutto per separarne tutto il succo. Quel che ne rimane è la fibra (più o meno 750g). Collocare la fibra in una pentola e condirla con l’aglio, la cipolla, il pomodoro , le erbe triturate, il peperone, il pepe e il sale. Soffriggere il tutto per circa 10 minuti. Togliere dal fuoco e mettere il tutto in un vassoio grande per far raffreddare. A questo punto, aggiungere la farina di grano e stendere il tutto su uno spianatoio per poter procedere a dare al tutto la forma di un Hamburger aiutandovi con una tazza da tè e potrete cucinarlo allo stesso modo (in una padella con olio o su una piastra calda oppure una griglia).

Post di Nella Cerino(Università degli Studi di Scienze Gastronomiche) per L'orto di Michelle
 

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