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spinacio fragola


Le fragole, quelle vere, non hanno nulla da temere, perché nonostante il nome e il bellissimo aspetto decorativo, i frutti rossi, succosi e commestibili prodotti dalla pianta dello spinacio della varietà Chenopodium capitatum, che esteticamente anche per le dimensioni sembrano più dei lamponi, non sono poi così buoni e dolci. Il loro sapore ricorda delicatamente quello delle barbabietole e sono più adatti ad essere consumati nelle insalate piuttosto che per dolci o confetture. Le foglie, diversamente, consumate come il comune spinacio, hanno un buon sapore che ricorda la nocciola fresca. 

3 gardens in quebec
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northern bushcraft

Taste gradevole o meno, questo ortaggio ha sicuramente un aspetto molto decorativo che può rendere il vostro orto-giardino ancora più bello e insolito.

foto copertina  Flickr - Macadee




Anche per questa stagione è tempo di "darti alla semina". Innaffia con fantasia, fertilizza con creatività e: pianta, fotografa, disegna, dipingi, crea, taglia, copia, incolla, cuci, assembla, impasta, coltiva, il tuo orto (continua...)
#miorto


vino di Jatobá (e non solo)






Durante un breve viaggio nella Serra do Cipò, una delle principali province turistiche del Minas Gerais, ho avuto l'opportunità di sperimentare una delle più ricche esperienze della mia vita da “eco gastronoma”. La foresta della Mata Atlantica incanta tutti con la bellezza dei suoi paesaggi e la ricchezza delle sue cascate. Con i suoi misteri e le sue leggende.
Nel parco nazionale mi sono imbattuta in un albero di Jatobà gigante (Hymenaea caubaril) e mi hanno raccontato che dal suo tronco è possibile ottenerne direttamente  il "vino jatobá".
Secondo le credenze locali, la raccolta deve essere riservata solo ai maschi, perché la presenza femminile avverte l’albero che prontamente nasconde il vino.
Il tronco massiccio, è trapanato a mano con una specie di trivella fino a quando raggiunge il centro dello stelo che contiene il "vino" - o linfa grezza - che alimenta l'albero.
Rapidamente si colloca un secchio sotto il foro per raccogliere una vera e propria cascata di zampillante liquido scuro. Si riescono a raccogliere quasi 7 litri di vino. Il raccoglitore si preoccupa poi di tagliare un ramoscello da un albero per tapparne il foro per tornare a rifornirsi l’anno seguente.



Dal sapore terroso e astringente, questo vino possiede numerose proprietà medicinali scientificamente riconosciute, in particolare relative all’impotenza sessuale, astenia e affezioni respiratorie. La posologia è un cucchiaio 2-3 volte al giorno per gli adulti e la metà della dose per i bambini o gli anziani.

cocomero luna e stella


Corpi celesti, galassie e satelliti si assestano su angurie spaziali e caleidoscopici abiti Giorgio Armani.





Puntini gialli come stelle luminose e una grossa macchia gialla che ricorda la luna piena caratterizzano la buccia verde scuro di questa varietà di anguria Moon and Stars dal sapore molto intenso e dolce, prodotta negli anni'30, poi sparita e tornata ad essere coltivata in America negli anni '80 diventando emblema del recupero della biodiversità.

Giorgio Armani primavera-estate 2013
 Watermelon Moon and Stars
photo creditsBurpee - Zibbet - Jmr-holdit - Pinterest - Theredwindmill


cetrioli che si credono angurie baby


Non lasciatevi ingannare dall'aspetto esteriore. Quelle che possono sembrare piccolissime angurie sono  in realtà dei cetrioli originari del Messico e dall'America centrale. Veri cetrioli  che si distinguono dalla varietà piu comune per la dimensione, che ricorda un'acino d'uva, e la buccia che imita quella dell'anguria.

(foto copertina credit garden betty)




creditgarden betty 

Questo particolare cetriolo, che tenta di nascondere la propria identità, è il frutto commestibile della Melothria scabra, una pianta rampicante della famiglia delle cocurbitacee, conosciuta anche come:  melón ratón, Pepinillo agrio mexicano, cucamelon, Sandía miniatura mexicana y Pepino amargo mexicano, mouse melon, Mexican sour gherkin, cucamelon, Mexican miniature watermelon, Mexican sour cucumber.

La sua polpa è succosa, dal tipico gusto del cetriolo, anche se leggermente più saporita e acidula.






miOrto 2013
nuova stagione di semina e di raccolto

Anche per questa stagione, la quarta, è tempo di "darti alla semina". Innaffia con fantasia, fertilizza con creatività e: pianta, fotografa, disegna, dipingi, crea, taglia, copia, incolla, cuci, assembla, impasta, coltiva, il tuo orto...(leggi qui)


Caju: un frutto 100% sostenibile

 foto caju zun
Água de Coco Verão 2014
 
 
Lo sapevate che l’anacardo, quel delizioso stuzzichino che sgranocchiamo comodamente seduti sul sofà davanti alla televisione, è un frutto? Per essere precisi quello che sembrerebbe il picciolo, è il vero frutto del suo polposo pseudofrutto che si chiama Caju e che, invece, rappresenta solamente il peduncolo! Ma questo non cambia la caratteristica principale del caju: un alimento utilizzabile al 100%.
 
 
Del Caju, é utilizzato proprio tutto, il succo, la polpa, l’anacardo, la corteccia dell’albero dal quale nasce, le sue foglie, i fiori e il legno. L’anacardo tostato, è la parte più interessante del mercato mondiale grazie al suo alto valore nutritivo.
Possiede un contenuto di olio del 55% al ​​60% oltre ad un alto valore proteico ​​e circa il 5% di zuccheri.
È una fonte eccellente di vitamina C ed è utilizzato nella medicina popolare brasiliana come antielmintico, diuretico e anti-infiammatorio come decotto di foglie per 10 minuti.

Caviale di Quiabo

 
Molto utilizzato nella gastronomia africana, il quiabo si è adattato molto bene in Brasile. Oggi fa parte del quotidiano di molte famiglie. Compare perfino in molti piatti tipici regionali come il “frango com Quiabo” (trad. pollo com Quiabo) del Minas Gerais. Questa pianta, che assomiglia a un fagiolo cilindrico, nasconde all’interno sementi sferiche. Queste sementi possiedono una pellicola che, essendo mrbida, esplode nella bocca. Le sementi già erano usate in altri piatti, principalmente di origine indiana e, come detto, africana. Ma chi ebbe l’idea di battezzarlo caviale fu la chef Roberta Sudbrack. Così le sementi furono elevate al rango di Caviale Nazionale, incontrando presto il gusto di molti altri cuochi.
Qualche settimana fa, sfogliando la ben nota rivista di gastronomia brasiliana Gula, ho trovato un articolo riguardo il tuorlo di uovo che ho sempre trovato versatile e per me esistono poche cose  più gustose di un uovo alla coque. Una delle ricette che la rivista Gula riportava era Ovo mole com Caviar, ovvero Uovo molle con caviale di Quiabo.
Per preparare l’ovo molle, lasciare bollire l’uovo per 3 minuti. Ritiralo dall’acqua calda e passalo sotto il getto dell’acqua fredda, taglia la punta e mescola leggermente, aggiungi un poco di burro, di sale e di pepe bianco. A questo punto colloca con delicatezza un cucchiaio di sementi di Quiabo.
Non solo caviale...

Pollo con quiabo

Chef Lucas Del Peloso Del Ristorante Villa Roberti Belo Horizonte Minas Gerais per L'orto di Michelle
 
Ingredienti:
1 pollo tagliato in 8 parti
2 bicchieri di vino bianco secco
3 spicchi d’aglio tagliati a pezzettini
½ cucchiaio da minestra di farina di grano
1 pizzico di zafferano
1,5 litro di brodo vegetale
15 quiabo
6 cucchiai da minestra di olio
Sale e Pepe Nero a piacere
½ cucchiaio di prezzemolo tritato
 

Preparazione:
Lavare bene i pezzi di pollo, asciugarli e collocarli in una bowl. Condire con  sale e pepe, macinato al momento, e un bicchiere di vino bianco. Lasciare riposare per un’ora.
In una pentola soffriggere l’aglio tritato con tre cucchiai di olio. Unire il pollo. Quando risulta dorato da entrambi i lati, versare la farina a fontana , la dose restante di vino bianco e lo zafferano. Lasciare che il vino evapori e aggiungere il brodo vegetale. Coprire la pentola e lasciare cucinare a fuoco lento per 25 minuti. Nel frattempo preparare il quiabo: scartare, tagliandole con un coltello affilato, le punte e la testa e tagliare  in cubi di 1 cm.  Fatto questo, mantenere i quiabo in un panno per eliminare qualsiasi residuo di acqua e poi friggerli nell’olio fino a qundo il colore non cambi leggermente. Condire con sale e mettere da parte. Passati i 25 minuti di cottura del pollo, aggiustare di sale  e pepe e unire il quiabo, e lasciare cucinare per altri 3 minuti abbondanti. Spolverizzare con il prezzemolo tritato  e per armonizzare il pollo  servire con riso mantecato al parmigiano o polenta.
Il consiglio dello chef: Quando comprate il  quiabo osservatene bene la punta: afferratela e rompetela.  Se si rompe com facilita` significa che Il quiabo e` fresco e tenero. Se, invece si rompe con difficolta` o non si rompe affatto allora significa che il  quiabo e` fibroso e vecchio.
 
Post di Nella Cerino(Università degli Studi di Scienze Gastronomiche) per L'orto di Michelle
 

Caviale di kaki



 
IL caviale, si ottiene non solo dalla lavorazione e la salatura delle  uova di diverse specie di storione , ma questo è prodotto anche da un particolare agrume chiamato Finger Lime di cui vi ho parlato all'inizio dell'anno nel post "Un caviale di agrume".

Ma non è tutto... ho scoperto, grazie a Nella Cerino,  che il "caviale" si può ottenere anche dai cachi. Si proprio dai diosperi. Tutto grazie alla fantasia e la creatività dello chef Ciro Pepe, che proprio da questo frutto ottiene un prodotto,almeno nell'aspetto, simile al caviale.

Questa la ricetta del caviale di Kaki di Ciro Pepe,del ristorante La Veranda di Misilmeri (Palermo):

50 g di succo di kaki
50 g di acqua
100 g di olio di arachidi
1,5 g di agar agar (più noto ai giapponesi col nome di kanten è un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse)
1 bicchiere lungo e stretto tipo flut
1 siringa senza ago


Riempite il bicchiere  di olio di arachidi e mettetelo nel surgelatore per circa mezz’ora, deve essere molto freddo perché quando farete cadere le gocce di sciroppo queste dovranno subire subito uno shock termico e rimanere compatte e sferiche.

In un pentolino versate il succo di kaki, l’acqua e scioglieteci l’agar agar; mettete il pentolino sul fuoco portate a ebollizione e fate bollire per circa 3 minuti. Spegnete e lasciate riposare il composto per 10 minuti.

Tirate fuori il bicchiere dal surgelatore, con una siringa aspirate il composto di kaki e poi premete lo stantuffo in modo da far uscire delle piccole goccioline dentro l’olio: praticate dei movimenti circolari in modo da poter “sganciare” le gocce velocemente senza che queste si sovrappongano, agite abbastanza velocemente altrimenti il composto con l’agar si solidificherà nel pentolino. Quando avrete terminato, rovesciate il bicchiere su un colino a maglie strette e sciacquate poi le perle sotto l’acqua fredda per ripulirle dall’olio. Conservare in frigo.


Strano ma vero!

Foto Express

 Carota-piede, pomodoro-anatroccolo, patata-orso...frutti e ortaggi spesso crescono con forme strane.


 



L’innocenza del cetriolo


Dopo giorni di accuse e processi, il cetriolo è stato assolto dall'accusa di essere portatore del batterio killer E.coli, e viene rilasciato nei mercati ortofrutticoli di tutta Europa. Lui per dimostrare la sua innocenza si "colora" di bianco.


Cetriolo Bianco - Varietà di cetriolo a buccia molto chiara, color crema, dalla polpa soda, con pochi semi e molto digeribile. La  pianta estremamente precoce e produttiva, anche in situazioni difficili, produce frutti lunghi 15-20 cm.

Foto


Un caviale di agrume


Agrumi come storioni

Non solo dalla lavorazione e la salatura delle uova di storione si ottiene il caviale, ma questo è prodotto anche da un particolare agrume di origine australiana chiamato Finger Lime o più semplicemente agrume-caviale (Citrus caviar).



Questo sorprendente frutto, dalla forma a "dito", ovvero allungata quasi ovoidale, ha una buccia e una polpa che varia di colore. Dal verde al nero. Dal giallo al rosa, al rosso chiaro fino al magenta intenso. La sua polpa è composta da singole vescicole. Succose sfere, che, una volta spezzato in due il frutto, sgorgano all'esterno come se fossero uova di storione.



Il "caviale di agrume" ha un sapore acido tra il limone e il pompelmo. Le sue foglie, molto profumate, vengono utilizzate per aromatizzare bevande. La buccia invece, una volta essiccata, viene usata come spezia.


Post di Nella Cerino (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche) per L'orto di Michelle