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Sonnet155 _ Dagli scarti di frutta, una temporary bag compostabile






Gli scarti alimentari come la frutta stanno diventando sempre di più materiale  chiave su cui designer e progettisti si affidano per creare i loro prodotti sostenibili.

Tra le tante proposte, oggi sono a parlarvi di due giovanissimi studenti berlinesi di design Lobke Beckfeld e Johanna Hehemeyer Curten e della loro borsa compostabile fatta con gli scarti di bucce di frutta.

La Sonnet155, efficente, elegante, sostenibile, è realizzata con due diversi materiali di scarto postindustriale: bucce di frutta proveniente dalla produzione di succhi, e fibre di cellulosa provenienti da una fabbrica tessile locale. La borsetta, che in realtà assomiglia per la sua durata più a un sacchetto di carta usa e getta è stata progettata, come dichiarato dagli stessi designer, per essere indossata, utilizzata, amata fino a quando non inizierà a degradarsi naturalmente per poi essere riciclata o dissolta in acqua in modo da ottenere un ottimo fertilizzante per le piante.

L'ingrediente chiave di Sonnet155 è la pectina, un agente gelificante che viene estratto dal frutto di scarto e agisce come legame naturale, rinforzato dalle fibre di cellulosa di lunghezza inferiore a cinque millimetri, che vengono filtrate durante il processo di produzione industriale tessile, perchè sono troppo corte per essere trasformate in tessuto. Queste fibre inoltre rendono unica ogni borsa per la loro diversa trama.

Fonte e Foto www.gp-award.com

Fruitleather_Dai manghi alla pelle


I Paesi Bassi sono i maggiori importatori di ortofrutta. Circa il 55% dei manghi consumati in Europa passa dal porto di Rotterdam. Non a caso, è proprio qui che si trova l'azienda Fruitleather Rotterdam fondata nel 2015 da due giovani, ex compagni di studi, Hugo de Boon e Koen Meerkerk, che produce la pelle di mango ottenuta con i frutti scartati a causa delle cattive condizioni di trasporto .

L'idea, come mi ha raccontato Hugo, nella nostra ortochiacchiera di questi giorni, è nata per caso, quando dovendo estrarre dei pigmenti per creare un colorante naturale, si sono ritrovati con una grande quantità di purea di frutta, che lasciata accidentalmente asciugare al sole, si è trasformata in quella che poi, grazie ai due co-fondatori e designer, è diventata la prima pelle da scarti di mango.

Ma veniamo alla nostra ortochiacchiera, per conoscere meglio Fruitleather Rotterdam:

0M - Hugo, dove recuperate i manghi per la produzione della pelle?

H - Dalle aziende di imballaggio di frutta, che ricevano i manghi attraverso il porto di Rotterdam. Dobbiamo pensare che durante il trasporto delle merci, circa il 10% della frutta che importiamo viene buttata a causa delle cattive condizioni di trasporto. Questa è per noi, preziosa materia prima.

0M - Il procedimento di produzione é lo stesso di quello della pelle animale?

H - No, assolutamente, noi non utilizziamo nei processi produttivi, nessuna  sostanza chimica, dannosa per l'uomo e l'ambiente.

OM - Questo nuovo materiale derivante dalla frutto di scarto ha le stesse caratteristiche della pelle animale?

H - Attualmente i due materiali non sono simili al 100%, ma il nostro obiettivo è quello di riuscire in tempi brevi ad ottenere una pelle che si avvicini molto per aspetto e caratteristiche a quella animale. Oggi, la nostra pelle é meno resistente di quella animale.

OM - Esistono diverse varietà di mango. Nell'utilizzo di questi ci sono differenze nella lavorazione o nel risultato?

H - Nessuna differenza per la produzione. Quello che cambia può essere il risultato, perchè a seconda della varietà utilizzata la colorazione ottenuta può essere più scura o traslucida

OM - Si tratta di una pelle 100% ecologica?

H - No, perchè attualmente utilizziamo un supporto in poliuretano. Stiamo lavorando per sostituire questo materiale.

OM - Il colore ottenuto è naturale o la pelle viene colorata?

H - La colorazione finale è quella naturale. E' comunque possibile colorare il materiale , questo processo fa parte del rivestimento in Pu.

OM - Ci sono aziende di moda interessate al vostro prodotto?

Si, stiamo ricevendo tantissime richieste, sopratutto da aziende moda di fascia alta, così come da alcune case automobilistiche. Presto per esempio Saye, attraverso il suo sito metterà in vendita in esclusiva 320 paia di sneakers realizzate con la nostra pelle di mango riciclato.

    Foto credit www.sayebrand.com

OM - Il 45% di tutto il cibo che produciamo viene buttato via, e gran parte di questo è frutta. Pensate in futuro , oltre al mango, di utilizzare per la produzione della pelle, altri frutti?

H - Sicuramente, ma al momento non possiamo svelare nulla.

OM - C'è sempre più attenzione per le pelli ottenuta da scarti alimentari, ma quale sarà secondo te il futuro della pelle animale?

H - Ci auguriamo tutti che i processi di lavorazione della concia animale siano in futuro sempre più puliti e rispettosi dell'ambiente.