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Real-shit_tutt'altra merda!


Questo sarà un post di merda. Di cavallo e gallina, raccolta direttamente in fattoria, fatta maturare per sei mesi,  neanche fosse un whisky invecchiato, e racchiusa in accattivanti, barattoli retrò Real Shit  dal packaging perfetto.








500 grammi di letame organico di prima qualità, composto per il 70% da merda di cavallo e gallina per il restante 30%, per urban farmers rivoluzionari e tipi svegli, contenente abbastanza azoto, fosforo e potassio utile per dare una botta di vita alle piante di città.



Breve intervista  registrata ierilaltro in esterni in diretta al contadino nella fattoria Real Shit.
M - perché chiudere la merda in un barattolo e confezionarla come se fosse un pregiato prodotto gourmet? Una provocazione da contadino-artista o un concreto  progetto commerciale?
RS - Nessuna delle due cose. Ho voluto confezionare il letame in questo modo perché merita rispetto. L’oro nero dei contadini deve essere celebrato e non trattato come un rifiuto. La mia missione è portare il vero letame di campagna in città.
M - Piero Manzoni  e la sua merda d’artista  ti hanno ispirato o solo la merda delle tue galline è riuscita a fare questo?
RS - Ammetto di averci pensato, ma in realtà non esiste alcuna affinità tra ciò che faccio io e ciò che fece Manzoni. Anzi direi che Real Shit è esattamente l’opposto della merda d’artista. Il barattolo è semplicemente il migliore contenitore possibile perché è ermetico e può essere aperto e chiuso all’occorrenza. Comunque una volta aperto il barattolo consiglio di concentrarsi sull’inspirazione più che sull’ispirazione. Sentirete che profumo! La gente pensa che il letame abbia un odore sgradevole. Pazzi! A me ricorda tantissimo le scampagnate che facevo la domenica con la mia famiglia quando ero bambino.
M - 30 grammi di merda d’artista n°18 sono stati venduti per 124.000 euro. Vale così tanto anche quella dei tuoi animali?
RS - Il letame è prezioso, ma non sto parlando di soldi. Per ottenere un prodotto di qualità il processo di maturazione è lungo. In campagna il letame ha un valore inestimabile e infatti viene condiviso con i vicini che ne hanno bisogno.
M - La tua vita, prima di trasferirti in campagna, era una merda . Abitavi in un appartamento di merda, nel quartiere più merdoso di una citta di merda. Oggi vivi in fattoria, spali e confezioni  merda, che cosa è cambiato? È un’altra merda?
RS - Ora non mi sembra una merda, ma la vita. Non so che cosa stessi facendo prima. Il cambiamento sostanziale è che ora do un valore diverso alle cose. Ho riscoperto ciò che è davvero importante per me.
M - Le tue galline e i tuoi cavalli hanno messo la materia prima, tu l’hai confezionata, adesso chi è interessato dove potrà acquistare i barattoli Real Shit?
RS - Real Shit non è in vendita. Magari in futuro lo sarà. A chi fosse davvero interessato consiglio di fare amicizia con il contadino più vicino a casa sua, altrimenti si può mettere in contatto con me via sito o pagina Facebook.



La "semina" dei profumi bio

Profumi biologici

A Perfume Organic Ã¨ una piccola e deliziosa linea che propone squisiti profumi realizzati con materie prime vegetali certificate biologiche Usda, prodotti artigianalmente a Manhattan in piccole quantità per preservarne purezza dei composti.

Il packaging di A Perfume Organic è interamente realizzato in carta riciclata e contiene semi di fiori che posso essere piantati mentre la piccola e graziosa bottiglia in vetro può essere riciclata, dettagli che indicano l’attenzione a 360° di A Perfume Organic verso l’ambiente.

La collezione A Perfume Organic è composta da 4 profumi:
Green - Una succosa pozione verde con note di rosa, tartufo nero, camomilla blu e romana, un overdose di ylang ylang con un finale di legni nobili.
Urban Organic - Un dolce sorbetto al limone con bourbon, scorzette di lime, basilico, zenzero, vetiver e radice di angelica.
White Magik - Un bouquet di fiori bianchi, gelsomino, radice di angelica e salvia
Perfumed Wine Rosé  - E' composto con bacche acerbe, mele croccanti, quercia, ricco di spezie e note di vino magnificamente miscelate tra loro.

Via Extrait

L'orto, un giardino che si mangia

Zucchina genovese striato, lattuga regina dei ghiacciai, pomodoro cuore di bue, fagiolo lingua di fuoco per un insolito orto-giardino.

Direttamente da viale Ceccarini, il cuore di Riccione, è arrivato al Furisalone di Milano “L’orto un giardino che si mangia”, un modo insolito di concepire il giardino in ambito urbano,che sarà ospite fino al 19 aprile nella Fabbrica della Sostenibilità, all’interno della kermesse Posti di Vista - Green Block 2010 promossa da FdVLab, Ottagono e Comune di Milano.
L’orto è oggi espressione di tradizione e innovazione che si fondono in uno spazio che da sempre rappresenta l’incontro fra uomo e natura. Un progetto che sposa appieno la filosofia di questa kermesse che FdVLab (Associazione Laboratori Fabbrica del Vapore) ha costruito per supportare lo sviluppo e l’approfondimento della cultura contemporanea: dalle arti visive alle arti performative, dal design all’architettura, dalla fotografia alla moda e, non ultimo, all’interazione tra queste discipline, nuove tecnologie e altre culture.

Sono 360 le piante che compongono “L’orto un giardino che si mangia”: dallo zucchino genovese striato alla lattuga regina dei ghiacciai, passando per il pomodoro cuore di bue e il fagiolo lingua di fuoco. Tante le varietà provenienti da tutta Italia.
Insolito l’allestimento pensato per questo progetto. Le piante sono state infatti inserite all’interno di cassette in legno usate in passato per contenere munizioni, datate 1957. Un modo per sottolineare che non è fondamentale avere una superficie specifica o un luogo particolare per allestire un orto come questo, che vuole essere alla portata di tutti.





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Orto fiorito


Collezione Primavera-Estate 2010
Aquilano Rimondi

Foto fashion http://www.vogue.it

Idea grafica L'Orto di Michelle


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Parigi - Ortaggi nei giardini









Coste e cardi crescono rigogliosi tra gerani, salvia, impatiens, piante di papiro; a Parigi nelle aiuole dei giardini, fiori e ortaggi hanno una convivenza armoniosa.
Fonte:
http://giardinofiorito.wordpress.com/ (Tks!)