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La rosa, da guardiana della vigna a fibra innovativa


Una volta guardiane della vigna, oggi fibra naturale. Le rose, piantate in testa ai filari, sono storicamente, un campanello di allarme utile a monitorare lo stato di salute della vite, permettendo di agire tempestivamente per ridurre i danni al raccolto, compromettendo poi la vendemmia. Se la rosa è sana anche le viti sono sane, dicevano i vecchi contadini. Oggi con i loro petali delicati e profumati, le rose possono diventare materia prima per tessuti innovativi. Essere trasformate in una fibra naturale che ricorda l'eleganza della seta.

photo credit Worldofwool

La fibra di petali di rosa è un vero e proprio tesoro nascosto della natura. Ricavata dagli scarti dei petali di rosa e dei cespugli coltivati senza l'utilizzo di fertilizzanti chimici. La sua produzione avviene attraverso l'estrazione della cellulosa dai petali, creando una viscosa pregiata. Il risultato? Una fibra estremamente morbida al tatto e luminosa al sole. Forte e facile da tingere (i colori risultano brillanti e  vibranti), traspirante e molto assorbente.

Oltre la sua bellezza estetica, questa fibra, offre numerosi vantaggi dal punto di vista ecologico. Essendo ricavata da scarti naturali dei fiori, contribuisce a ridurre i rifiuti nel settore delle rose coltivate, promuovendo un approccio più sostenibile alla moda.

Indossare capi realizzati con la fibra di petali di rosa significa abbracciare la bellezza e la sostenibilità. Ogni filo tessuto racconta una storia di amore per la natura e rispetto per l'ambiente.

Concediamoci il lusso della natura sulla nostra pelle e lasciamo che i nostri vestiti raccontino una storia fatta d'amore verso il pianeta Terra.

photo credit Worldofwool

Foto copertina: Abito Valentino - Fibra di rosa: Workd of wool - video: L'orto di Michelle



Sonnet155 _ Dagli scarti di frutta, una temporary bag compostabile






Gli scarti alimentari come la frutta stanno diventando sempre di più materiale  chiave su cui designer e progettisti si affidano per creare i loro prodotti sostenibili.

Tra le tante proposte, oggi sono a parlarvi di due giovanissimi studenti berlinesi di design Lobke Beckfeld e Johanna Hehemeyer Curten e della loro borsa compostabile fatta con gli scarti di bucce di frutta.

La Sonnet155, efficente, elegante, sostenibile, è realizzata con due diversi materiali di scarto postindustriale: bucce di frutta proveniente dalla produzione di succhi, e fibre di cellulosa provenienti da una fabbrica tessile locale. La borsetta, che in realtà assomiglia per la sua durata più a un sacchetto di carta usa e getta è stata progettata, come dichiarato dagli stessi designer, per essere indossata, utilizzata, amata fino a quando non inizierà a degradarsi naturalmente per poi essere riciclata o dissolta in acqua in modo da ottenere un ottimo fertilizzante per le piante.

L'ingrediente chiave di Sonnet155 è la pectina, un agente gelificante che viene estratto dal frutto di scarto e agisce come legame naturale, rinforzato dalle fibre di cellulosa di lunghezza inferiore a cinque millimetri, che vengono filtrate durante il processo di produzione industriale tessile, perchè sono troppo corte per essere trasformate in tessuto. Queste fibre inoltre rendono unica ogni borsa per la loro diversa trama.

Fonte e Foto www.gp-award.com

AppleSkin_ Il futuro dello sportswear, in una mela altoatesina


Tra i materiali innovativi impiegati dal marchio One More, azienda italiana di abbigliamento per lo sci e l’outdoor, c’è AppleSkin una similpelle ottenuta dalla lavorazione degli scarti industriali delle mele, provenienti per la maggior parte dall’Alto Adige. Si presenta come una straordinaria alternativa alla pelle animale, integrandosi con il modello dell’economia circolare. Si tratta di un materiale innovativo, con interessanti caratteristiche qualitative e performanti. 100% vegana, resistente all'usura e ai raggi UV, AppleSkin Ã¨ la similpelle più naturale che esista oggi sul mercato.

AppleSkin è stata brevettata da Frumat, azienda di Bolzano che da anni sperimenta le potenzialità del più diffuso frutto altoatesino, e One more è il primo brand italiano che ha scelto di sperimentarne le potenzialità nell'abbigliamento sportivo, utilizzandola nella realizzazione di dettagli in alcuni modelli della nuova collezione uomo e donna.



One More, propone capi per lo sci e l'outdoor dal carattere innovativo. Un’esperienza produttiva e creativa – profondamente permeata dal senso della bellezza tutto italiano – che valica i confini dello sportswear, proponendo capi che coniugano performance, ricerca tecnologica e design contemporaneo. 

I nuovi modelli rinnovano l'impegno  di One More, azienda nata nel 2018 in Alto Adige nel cuore delle Dolomiti, nella sperimentazione e nello sviluppo di materiali tecnici e tessuti innovativi, combinati con lavorazioni avanzate, per realizzare capi sempre più performanti, moderni e versatili.

Ricerca qualitativa e sperimentazione sono dunque i punti fermi dei capi One More, che si concentrano fin dall'inizio della produzione sulla pratica del riuso sostenibile, con l'utilizzo di tessuti e materiali riciclati e riciclabili, nei limiti imposti dalle specifiche esigenze dell’abbigliamento tecnico e dalle performance ad esso richieste. Con slancio pionieristico e grande curiosità – in un sempre più riuscito connubio tra high tech e high touch – One More impiega imbottiture derivanti dal riciclo di bottiglie di plastica o fibre e filati innovativi come ECONYL®, un filo di nylon rigenerato che ha le stesse caratteristiche di quello da fonte vergine ma che può essere rigenerato, ricreato e rimodellato all’infinito. E, per restare fedele alla sua vocazione ecologica, rinuncia all’utilizzo di piuma e pelliccia, a favore di materiali sintetici o riciclati. Per implementare questo tipo di ricerca tecnologica e sostenibile in abbinamento con la cura degli aspetti estetici, ONE MORE collabora attivamente anche con piccole realtà artigianali italiane, espressione di eccellenza della filiera produttiva del Made in Italy.





Diverse dunque sono le anime che convivono nella proposta  di One More: la spinta innovativa e l’attenzione alle tendenze moda, il rigore richiesto dall’abbigliamento tecnico, l’ambizione verso la sostenibilità, l’attenzione assoluta alla funzionalità e alla vestibilità dei capi. Tutto questo si traduce nel concreto in una serie di accorgimenti pregevoli e in una serie di dettagli curatissimi, non solo dal punto di vista della praticità ma anche dell’estetica, capaci di arricchire i capi di stile e personalità.